Comitato Atlantico Italiano


LA NUOVA NATO:

UNA PARTNERSHIP DI PACE PER IL XXI SECOLO


On. Emilio Colombo

Presidente del Comitato Atlantico Italiano

43^ Assemblea Generale dell'Atlantic Treaty Association

Sofia, 4 ottobre 1997




La realizzazione della 43^ Assemblea Generale dellA.T.A. a Sofia rappresenta un momento particolarmente significativo non solo per la vita dellAssociazione del Trattato Atlantico ma per la rilevanza politica che essa assume nel dare concretezza a quella nuova epoca della storia del nostro continente che i capi di stato e di governo dellAlleanza hanno formalmente avviato lo scorso luglio a Madrid.

Il vertice di Madrid che ha sancito lallargamento dellAlleanza Atlantica a nuovi Paesi dellEuropa centrale ed orientale, listituzione a Sintra del consiglio per il Partenariato Euro-Atlantico, la sigla a Parigi di un "Atto Fondatore sulle reciproche relazioni, cooperazione e sicurezza" tra la NATO e la federazione Russa e gli analoghi accordi conclusi con un grande Paese come lUcraina, hanno difatti definitivamente seppellito i residui ricordi della Guerra Fredda e testimoniano linizio di una nuova stagione nei rapporti euro-atlantici.

Comincia pertanto a prendere forma quella nuova "architettura di sicurezza europea" che, con il crollo del muro di Berlino, stata perseguita in questi anni dalle organizzazioni internazionali e segnatamente dalla NATO, per far fronte alle nuove sfide derivanti dal mutato scenario internazionale. La guerra nel Golfo, i fermenti nazionalistici, le crisi locali, il retaggio delle aspre divisioni del passato drammaticamente esplose nella ex Jugoslavia e la crisi in Albania - dove lItalia stata chiamata dalle Nazioni Unite ad assumere un ruolo di primaria responsabilit - rappresentano solo alcuni dei drammatici esempi che ci hanno rivelato come siano mutati i rischi che la comunit atlantica chiamata ad affrontare. Crisi e conflitti che solo per il 13% appaiono oggi di natura interstatuale, mentre per l87% originano allinterno degli Stati, prevalentemente su basi interetniche. Conflitti, inoltre, che per il loro carattere irrazionale appaiono difficilmente riconducibili a delle soluzioni pacifiche attraverso gli strumenti classici della politica. Come avemmo occasione di approfondire nellAssemblea Generale dellATA ospitata nel novembre 1996 a Roma, da tale quadro consegue un mutato concetto della sicurezza, il quale non sidentifica pi in unaccezione solamente militare, ma viene oggi ad assumere nuove e pi rilevanti dimensioni di natura politica, economica e sociale.

Al contempo mutato il concetto di "Europa". Solo pochi anni fa qualsiasi dibattito sulla NATO e la sicurezza in Europa sarebbe stato essenzialmente limitato alla sicurezza dellEuropa occidentale. La parte orientale del continente disponeva ancora di una propria organizzazione di sicurezza, il Patto di Varsavia, e risultava comune a tutti gli osservatori la convinzione che tale organizzazione avrebbe costituito un aspetto alquanto durevole del paesaggio politico europeo.

Le intense trasformazioni intervenute in questi anni sullo scenario europeo hanno, invero, radicalmente mutato tale quadro ed hanno dissolto un assetto geopolitico e strategico ereditato dal passato. Si cos liberata una nuova dimensione dellEuropa che viene oggi ad identificarsi con una comunit di valori, destini ed interessi che ci derivano dal comune passato di De Gasperi, Adenauer e Shuman e che per lavvenire dovranno ispirare sia laffermazione di una Identit di Sicurezza e Difesa Europea che il processo di allargamento della stessa Unione Europea.

In questa fase, nella quale il completamento dellUnione Europea, pilastro del nuovo assetto del nostro continente, sembra incagliarsi contro le difficolt di questo o quel Paese a far proprie il rigore e le regole necessarie per instaurare ununione economica e monetaria o ad intaccare la sovranit nazionale, o soltanto qualche suo simbolo, appare doveroso ricordare che una credibile stabilit monetaria e la convergenza delle politiche economiche e sociali costituiscono la solida base per una ripresa dellaumento del reddito, delloccupazione e quindi della prosperit. Si tratta di premesse indispensabili anche per le politiche di allargamento poich soltanto istituzioni europee efficaci per capacit di decisione - non soltanto in politica economica, ma nella politica estera e di sicurezza - possono fare dellUnione Europea un elemento affidabile di stabilit ed un sicuro motore di una politica di allargamento. in questo mutato contesto che alla comunit internazionale ed alla NATO offerta unopportunit assolutamente unica per edificare una nuova architettura di sicurezza europea che accomuni, nella stabilit, i Paesi dellEuropa centrale ed orientale e la stessa Federazione Russa. Al vertice dei Capi di Stato e di Governo partecipanti alla riunione del Consiglio Atlantico tenutosi a Roma il 7-8 novembre 1991, apparve evidente come "Le sfide che fronteggeremo in questa nuova Europa non possono essere affrontate globalmente da un'unica istituzione, ma solo in una cornice di istituzioni interdipendenti che riuniscano i Paesi d'Europa e dell'America settentrionale". NATO, Nazioni Unite, Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, Unione Europea, Unione dellEuropa Occidentale, Consiglio d'Europa, non rappresentano, pertanto, dati dell'ordinamento internazionale che si escludono a vicenda, ma si completano e concorrono, in via complementare, a definire tale nuovo sistema di sicurezza. "Questa interazione - si afferma nella citata Dichiarazione di Roma sulla Pace e la Cooperazione - sar della massima importanza nel prevenire le instabilit e le divisioni, che potrebbero derivare da varie cause, quali disparit economiche ed esasperato nazionalismo". In tal senso sono noti gli sforzi e levoluzione che le medesime istituzioni, ciascuna nella propria specificit, hanno compiuto in questi anni al fine di rispondere alle sfide che la nuova dimensione politico-strategica dellEuropa viene ponendo.

pertanto in questo mutato contesto internazionale che oggi allAlleanza Atlantica offerta unopportunit storica per elaborare una nuova equazione di sicurezza che unisca una nuova Europa e la comunit transatlantica attorno ai principi ed ai valori della democrazia, dei diritti civili e del benessere economico. Un processo per il quale la NATO ha compiuto nel volgere di pochi anni passi straordinari. Tendendo gi nel vertice di Londra del 1990 una "mano tesa" allUnione Sovietica di allora, non pi considerata nemico ma partner. Stabilendo meccanismi di cooperazione nel Vertice di Roma del 1991, sfociati nei programmi di Partenariato per la Pace varati a Bruxelles nel 1994, i quali hanno poi consentito la cooperazione di 34 Nazioni, federazione Russa inclusa, nelle operazioni IFOR e SFOR nelle martoriate regioni della Bosnia. Un processo che prefigurava un allargamento dellAlleanza per rispondere alle domande di sicurezza e stabilit formulate dalle nuove democrazie dellEuropa centrale ed orientale. Lallargamento della NATO, tuttavia, dovr essere un processo aperto, bilanciato ed equilibrato, al fine di non lasciare un senso di isolamento in alcuni Paesi e di garantire, con la continuit, anche geografica, la stabilit di quelle regioni meridionali e mediterranee che appaiono le pi soggette a turbolenze. Un processo, pertanto, che vedr nel vertice che si terr a Washington nel 1999 per il 50 anniversario della NATO, lingresso a pieno titolo nellAlleanza di paesi come la Polonia, la repubblica Ceca e lUngheria, ma che dovr continuare e non potr disattendere o non dare risposte alle analoghe legittime aspirazioni - particolarmente avvertite e sostenute dallItalia - di altri paesi candidati. Un allargamento, pertanto, che non si concluder a Washington e che non vuole tracciare nuove linee di divisione in Europa.

questo lo snodo politico-diplomatico relativo a ci che viene definito l"adattamento esterno" dellAlleanza. Uno snodo che nel recente passato stato caratterizzato da un positivo dialogo diplomatico con la federazione Russa. Un dialogo che ha trovato compiuta soluzione nella sigla lo scorso maggio a Parigi di un documento di straordinaria rilevanza, quell"Atto Fondatore" con il quale stato inoltre istituito un Consiglio Permanente Congiunto tra la NATO e la federazione Russa che ha recentemente tenuto la sua prima riunione a livello ministeriale a New York. Un processo, quello dellallargamento della NATO, che ancor prima di giungere al suo compimento, ha peraltro gi prodotto significativi effetti di stabilit nelle Nazioni che hanno fatto richiesta di adesione alla NATO. Si considerino i significativi accordi siglati tra la Romania e lUngheria, lUngheria e la Slovacchia, la Germania e la repubblica Ceca, che hanno posto fine ad annose controversie transfrontaliere o sulle minoranze, cos come il controllo civile e democratico delle forze armate raggiunto in questi paesi. Ma in particolare desidero ricordare il primo messaggio internazionale formulato dal presidente Stoyanov, neoeletto, indirizzato lo scorso anno allAssemblea Generale dellATA. Un messaggio che testimonia il personale impegno del presidente e quello della repubblica di Bulgaria, per una piena integrazione nella comunit euro-atlantica e nelle sue strutture. Da allora e nel volgere di pochi mesi, straordinari appaiono i progressi che in tal senso sono stati compiuti dalla repubblica di Bulgaria nei diversi settori della vita dello stato, con una dinamica politica estera - visibile anche dalla realizzazione di questa assise internazionale - unattiva cooperazione ai programmi di Partnership for Peace, unazione di risanamento economico, cui oggi fa riscontro la fiducia di istituzioni internazionali quali il Fondo Monetario Internazionale. Un impegno particolarmente avvertito e riconosciuto da un paese come lItalia, partner storico europeo della repubblica di Bulgaria e di primaria rilevanza per volume dinterscambio commerciale e joint venture in atto.

Un processo, pertanto, quello intrapreso dalla repubblica di Bulgaria che le permetter di svolgere un ruolo fondamentale in unarea geostrategica di crescente rilevanza per la stabilit dellEuropa intera. All"adattamento esterno" dellAlleanza fanno, infine, riscontro le incognite relative all"adattamento interno", relativo alla ristrutturazione degli assetti militari e dei comandi regionali della NATO, i quali dovranno essere altrettanto adeguati e bilanciati ai nuovi e pi ampi impegni che lAlleanza ed i suoi futuri alleati europei, saranno chiamati ad affrontare. Sono queste, pertanto, le tematiche che impegnano le diplomazie internazionali e sulle quali il Comitato Atlantico e lATA da anni promuovono iniziative di studio e di riflessione. Sono impegni che non possiamo disattendere e che mirano a rendere partecipi e corresponsabili i paesi dellEuropa centrale ed orientale di quei comuni valori e principi per la cui salvaguardia le libere nazioni dellEuropa occidentale e del nord America si accordarono a Washington il 4 aprile del 1949.





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