Dove parlano gli esperti
Pagina di attualità della Rivista della NATO:

stato di diritto

Recruits
David Nauta esamina ciò che è necessario riformare nel sistema giudiziario in Afghanistan, dalla corruzione alle prigioni fatiscenti. E realizza che una carenza di coordinamento potrebbe rappresentare il maggiore problema.
01. children at school
L’Afghanistan è un paradiso per chi si occupa di servizi fotografici. La luce e i colori consentono di realizzare delle foto eccezionali. La gente è un eccellente soggetto fotografico. E le storie del paese diventano avvincenti racconti. Qui troverete alcune delle più indicative immagini.
2. Children in school
Nel 2008, la Rivista della NATO ha domandato a Nasim Fekrat, un blogger afgano vincitore di numerosi premi, di raccontarci come vedesse il suo paese. Questa volta, a dieci anni dall’inizio delle operazioni per cacciare i Talebani, gli chiediamo quali siano stati, a suo avviso, i maggiori cambiamenti in Afghanistan.
Caldwell 2
Gli istruttori svolgono un ruolo centrale nel trasferire agli afgani la responsabilità della sicurezza afgana. Il tenente generale William Caldwell è stato il primo ufficiale a guidare la missione di formazione che aveva il compito di passare agli istruttori afgani le capacità di cui necessitavano. Al momento di lasciare il suo incarico il generale Caldwell ci fornisce un quadro di ciò che è stato conseguito e di ciò che resta da fare.
3. education
Possiamo comparare un Afghanistan di decapitazioni e torture a quello odierno? Shafiq Hamdam descrive l'Afghanistan che ha visto. Ammette che non è ancora perfetto. Ma conclude che ne ha fatta di strada.
Video Afghanistan
Immagina di essere un afgano-americano nel settembre-ottobre 2001. Entrambi i tuoi paesi erano stati attaccati. Uno dall’altro. Come ha reagito l’afgano-americano? A chi andava la sua fedeltà? E cosa avrebbe potuto fare per aiutare entrambi i paesi? Abbiamo chiesto ad un afgano-americano come ha affrontato questo dilemma.
Bosnian Women
Nel novembre 1995, Ratko Mladic venne accusato del genocidio di Srebenica. Solo quattro mesi prima costui aveva coordinato le operazioni che avevano causato la morte di circa 8.000 tra uomini e ragazzi. Nell’annunciare l’incriminazione, il giudice del Tribunale Penale Internazionale per l’ex Yugoslavia aggiungeva che Srebrenica aveva assistito a “scene infernali, scritte sulle pagine più nere della storia umana”. Oggi Mladic affronta il processo nello stesso palazzo in cui furono pronunciate quelle parole. La Rivista della NATO chiede cosa cambierà per le famiglie delle vittime e per la regione. E se ciò costituisce una pietra miliare nella storia dei Balcani occidentali.
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La cronologia della Rivista della NATO sugli attacchi cibernetici evidenzia la storia – e la gravità – di tali attacchi sin dal loro inizio negli anni ’80. Utilizza la cronologia interattiva per trovare alcuni dei principali – e più audaci – attacchi cibernetici da quando è apparso il primo “verme” informatico nel 1988.
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La cibernetica è in assoluto un argomento non facile da illustrare (senza ricorrere a numerose immagini di cavi, tastiere e spie luminose del computer), ma la Rivista della NATO ha fatto in modo di reperire numerosi avvenimenti e argomenti che evidenziano come si sia ampliato l’uso delle tecniche cibernetiche.
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Che danni possono effettivamente provocare gli attacchi cibernetici? La Rivista della NATO chiede all’ex direttore per la protezione cibernetica delle infrastrutture della Casa Bianca di cosa dovremmo preoccuparci – e come ciò che sappiamo sulle potenzialità degli attacchi cibernetici possa risultare più limitato di quanto si ritenga.
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Se c’è un paese della NATO che conosce gli attacchi cibernetici, quello è l’Estonia. Nella primavera del 2007 questa subì una serie di violenti attacchi alle proprie istituzioni in tutto il paese. La Rivista della NATO ha chiesto al presidente dell’Estonia che cosa abbia imparato il paese da questo fatto e perché ritiene che questo problema meriti maggiore attenzione.
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La guerra cibernetica non esiste. Questa è in sintesi l’affermazione cui perviene il dott. Thomas Rid del King's College di Londra, il quale ritiene che gli attacchi cibernetici non hanno alcuna delle caratteristiche della guerra. La Rivista della NATO gli ha chiesto come sia pervenuto a tale conclusione e cosa ciò implichi per la sicurezza.
Hackers for hire image
Gli hacker rappresentano i guerrieri del XXI secolo che molti temono. Dato che qualsiasi cosa usiamo ci connettiamo sempre di più, di conseguenza aumentano le loro opportunità di compiere atti di pirateria informatica, di trasferire o distruggere dati. La Rivista della NATO ha parlato con alcuni di questi “pirati” per vedere quali fossero le loro motivazioni e scoprire che in effetti possono rappresentare anche qualcosa di positivo.
citazioni
George Bernard Shaw
Bollettino
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Chi non cambia il proprio modo di pensare
non può cambiare nulla.
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