Dove parlano gli esperti
Pagina di attualità della Rivista della NATO:

crimine organizzato

Organised Crime
La Rivista della NATO esamina come i gruppi terroristici e il crimine organizzato collaborano tra loro e si chiede se possano essere ancora considerati del tutto distinti l’uno dall’altro.
Escort drug gang
Anche il Presidente americano ha fatto riferimento alle turbolente guerre di droga in Messico. Ma in questo articolo Sam Quinones, che ha vissuto in Messico per un decennio, sostiene che i problemi del paese hanno limitate implicazioni di sicurezza per gli Stati Uniti, almeno per il momento.
Il fatto che l’Africa occidentale è una potente miscela tra criminalità organizzata e gruppi islamisti, che è un punto nodale di transito ed è composta da numerosi stati deboli, tutto ciò fa sì che prosperino delle minacce per la sicurezza.
Afghan opium
Gretchen Peters ha trascorso circa un decennio ad occuparsi come reporter del Pakistan e dell’Afghanistan. In questo articolo afferma che il modo migliore per combattere i Talebani e al Qaeda è quello d’impedire che beneficino dei proventi della droga.
Pirated CDs
Questa storia fotografica mette in risalto le attività in cui si specializzano il crimine organizzato ed alcuni gruppi terroristici: dalle sigarette alle carte di credito e dai crimini informatici alla pirateria.
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Cerca e troverai è un vecchio proverbio, afferma Benjamin Friedman, che ben si adatta se applicato alla ricerca di qualcosa che quasi certamente è sempre stata in quel posto.
2. Tophoven ZwickauCell
La Germania ha subito attacchi e attività terroristiche interne da destra, da sinistra e di matrice religiosa. Qui, Rolf Tophoven sottolinea cosa si può apprendere dall’esperienza del paese.
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La cronologia della Rivista della NATO sugli attacchi cibernetici evidenzia la storia – e la gravità – di tali attacchi sin dal loro inizio negli anni ’80. Utilizza la cronologia interattiva per trovare alcuni dei principali – e più audaci – attacchi cibernetici da quando è apparso il primo “verme” informatico nel 1988.
Symantec
Non si ha tempo per vedere un filmato sugli attacchi cibernetici? Nessun problema. Mettiamo a disposizione un infografico che evidenzia le principali minacce (e le tecniche di prevenzione) per coloro che nelle strutture governative temono attacchi cibernetici. Dal phishing allo spam, e dall’asportazione di grandi e piccole quantità di dati, questo infografico di GovLoop spiega cosa cercare e dove.
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La cibernetica è in assoluto un argomento non facile da illustrare (senza ricorrere a numerose immagini di cavi, tastiere e spie luminose del computer), ma la Rivista della NATO ha fatto in modo di reperire numerosi avvenimenti e argomenti che evidenziano come si sia ampliato l’uso delle tecniche cibernetiche.
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Che danni possono effettivamente provocare gli attacchi cibernetici? La Rivista della NATO chiede all’ex direttore per la protezione cibernetica delle infrastrutture della Casa Bianca di cosa dovremmo preoccuparci – e come ciò che sappiamo sulle potenzialità degli attacchi cibernetici possa risultare più limitato di quanto si ritenga.
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Se c’è un paese della NATO che conosce gli attacchi cibernetici, quello è l’Estonia. Nella primavera del 2007 questa subì una serie di violenti attacchi alle proprie istituzioni in tutto il paese. La Rivista della NATO ha chiesto al presidente dell’Estonia che cosa abbia imparato il paese da questo fatto e perché ritiene che questo problema meriti maggiore attenzione.
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La guerra cibernetica non esiste. Questa è in sintesi l’affermazione cui perviene il dott. Thomas Rid del King's College di Londra, il quale ritiene che gli attacchi cibernetici non hanno alcuna delle caratteristiche della guerra. La Rivista della NATO gli ha chiesto come sia pervenuto a tale conclusione e cosa ciò implichi per la sicurezza.
Hackers for hire image
Gli hacker rappresentano i guerrieri del XXI secolo che molti temono. Dato che qualsiasi cosa usiamo ci connettiamo sempre di più, di conseguenza aumentano le loro opportunità di compiere atti di pirateria informatica, di trasferire o distruggere dati. La Rivista della NATO ha parlato con alcuni di questi “pirati” per vedere quali fossero le loro motivazioni e scoprire che in effetti possono rappresentare anche qualcosa di positivo.
citazioni
George Bernard Shaw
Bollettino
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Chi non cambia il proprio modo di pensare
non può cambiare nulla.
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