Dove parlano gli esperti
Pagina di attualità della Rivista della NATO:

attacco

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François Melese ritiene che l'impatto della crisi finanziaria sulla sicurezza non vada sottovalutato. Ed esamina se questa abbia avuto origine nel settore privato o pubblico.
01. children at school
L’Afghanistan è un paradiso per chi si occupa di servizi fotografici. La luce e i colori consentono di realizzare delle foto eccezionali. La gente è un eccellente soggetto fotografico. E le storie del paese diventano avvincenti racconti. Qui troverete alcune delle più indicative immagini.
2. Children in school
Nel 2008, la Rivista della NATO ha domandato a Nasim Fekrat, un blogger afgano vincitore di numerosi premi, di raccontarci come vedesse il suo paese. Questa volta, a dieci anni dall’inizio delle operazioni per cacciare i Talebani, gli chiediamo quali siano stati, a suo avviso, i maggiori cambiamenti in Afghanistan.
3. education
Possiamo comparare un Afghanistan di decapitazioni e torture a quello odierno? Shafiq Hamdam descrive l'Afghanistan che ha visto. Ammette che non è ancora perfetto. Ma conclude che ne ha fatta di strada.
2. Samar
Sima Samar è stata il Ministro afgano degli affari femminili (2002-2003). Il fatto stesso che esistesse un tale incarico metteva in risalto la differenza tra l’Afghanistan di oggi e quello dei Talebani. Ma quale successo hanno avuto le altre iniziative in questi ultimi 10 anni?
2. Nasim Fekrat 1
Nelofer Pazira ha conosciuto molti aspetti dell’Afghanistan. E se anche ci sono stati progressi, ritiene che il paese debba ancora uscire dalla spirale delle sofferenze. In questo articolo elenca le sue esperienze ed impressioni, ricavate dall’aver vissuto in Afghanistan quei turbolenti anni ‘80 e visitandolo oggi.
Video Afghanistan
Immagina di essere un afgano-americano nel settembre-ottobre 2001. Entrambi i tuoi paesi erano stati attaccati. Uno dall’altro. Come ha reagito l’afgano-americano? A chi andava la sua fedeltà? E cosa avrebbe potuto fare per aiutare entrambi i paesi? Abbiamo chiesto ad un afgano-americano come ha affrontato questo dilemma.
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La cronologia della Rivista della NATO sugli attacchi cibernetici evidenzia la storia – e la gravità – di tali attacchi sin dal loro inizio negli anni ’80. Utilizza la cronologia interattiva per trovare alcuni dei principali – e più audaci – attacchi cibernetici da quando è apparso il primo “verme” informatico nel 1988.
Symantec
Non si ha tempo per vedere un filmato sugli attacchi cibernetici? Nessun problema. Mettiamo a disposizione un infografico che evidenzia le principali minacce (e le tecniche di prevenzione) per coloro che nelle strutture governative temono attacchi cibernetici. Dal phishing allo spam, e dall’asportazione di grandi e piccole quantità di dati, questo infografico di GovLoop spiega cosa cercare e dove.
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La cibernetica è in assoluto un argomento non facile da illustrare (senza ricorrere a numerose immagini di cavi, tastiere e spie luminose del computer), ma la Rivista della NATO ha fatto in modo di reperire numerosi avvenimenti e argomenti che evidenziano come si sia ampliato l’uso delle tecniche cibernetiche.
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Che danni possono effettivamente provocare gli attacchi cibernetici? La Rivista della NATO chiede all’ex direttore per la protezione cibernetica delle infrastrutture della Casa Bianca di cosa dovremmo preoccuparci – e come ciò che sappiamo sulle potenzialità degli attacchi cibernetici possa risultare più limitato di quanto si ritenga.
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Se c’è un paese della NATO che conosce gli attacchi cibernetici, quello è l’Estonia. Nella primavera del 2007 questa subì una serie di violenti attacchi alle proprie istituzioni in tutto il paese. La Rivista della NATO ha chiesto al presidente dell’Estonia che cosa abbia imparato il paese da questo fatto e perché ritiene che questo problema meriti maggiore attenzione.
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La guerra cibernetica non esiste. Questa è in sintesi l’affermazione cui perviene il dott. Thomas Rid del King's College di Londra, il quale ritiene che gli attacchi cibernetici non hanno alcuna delle caratteristiche della guerra. La Rivista della NATO gli ha chiesto come sia pervenuto a tale conclusione e cosa ciò implichi per la sicurezza.
Hackers for hire image
Gli hacker rappresentano i guerrieri del XXI secolo che molti temono. Dato che qualsiasi cosa usiamo ci connettiamo sempre di più, di conseguenza aumentano le loro opportunità di compiere atti di pirateria informatica, di trasferire o distruggere dati. La Rivista della NATO ha parlato con alcuni di questi “pirati” per vedere quali fossero le loro motivazioni e scoprire che in effetti possono rappresentare anche qualcosa di positivo.
citazioni
George Bernard Shaw
Bollettino
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Chi non cambia il proprio modo di pensare
non può cambiare nulla.
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