Dove parlano gli esperti
Pagina di attualità della Rivista della NATO:

Sicurezza

Ahmad Nader Nadery
Quattro importanti personaggi afgani ci danno il loro punto di vista sulle elezioni, sulle priorità, sui diritti delle donne e sulla lotta alla corruzione nel paese.
Havel Reuters
Il Ministro della difesa ceco, Alexandr Vondra, commemora un grande politico d’Europa e della NATO, Václav Havel.
Gov. Illinois
La Rivista della NATO ha domandato al Governatore dello Stato dell’Illinois, Pat Quinn, quali siano stati i preparativi di Chicago per il vertice NATO del 2012, come venga percepita l’Alleanza in città e perché Chicago rappresenta la migliore cornice per il primo vertice della NATO di questo secolo nel Nord America.
Eurovision Iceland
In tre minuti vi mostriamo come la crisi finanziaria potrebbe avere un impatto sulle questioni di sicurezza, dai lavoratori che emigrano fino ai gruppi politici estremisti.
Paul Collier
La Rivista della NATO intervista Paul Collier, vincitore di un premio e professore presso la Oxford University, sugli effetti che la crisi finanziaria avrà sui paesi poveri del mondo.
New File
Come si è giunti alla crisi finanziaria - e dove porterà? Adrian Kendry, economista della NATO, ci fa compiere una visita guidata dei nessi che collegano la crisi alla sicurezza.
New File
Esperti dell’ONU, della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale rispondono a domande su quale effetto avrà la crisi finanziaria sull’Afghanistan, sui paesi deboli e sulla globalizzazione.
Recruits
David Nauta esamina ciò che è necessario riformare nel sistema giudiziario in Afghanistan, dalla corruzione alle prigioni fatiscenti. E realizza che una carenza di coordinamento potrebbe rappresentare il maggiore problema.
no. 1 photo: Montenegro copyright NATO
Come costruire da zero le forze armate di un nuovo stato? Il ministro della difesa del Montenegro sottolinea come il suo paese ha fatto ciò – e il ruolo della NATO.
Photo 2
Joseph Nye spiega come il mondo cibernetico ha trasformato il potere: e-Power. Ed è un mondo dove tutti sembrano uguali – ma alcuni sono più uguali degli altri. Qui spiega come ciò potrebbe accadere nel 2012.
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Bjorn Lomborg è noto soprattutto per il suo lavoro sui cambiamenti climatici. Ma qui sottolinea che fare le cose giuste da subito, in settori quali l’AIDS e la denutrizione, potrebbe essere tanto importante come fare le cose giuste per il futuro nel campo dei cambiamenti climatici.
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La cronologia della Rivista della NATO sugli attacchi cibernetici evidenzia la storia – e la gravità – di tali attacchi sin dal loro inizio negli anni ’80. Utilizza la cronologia interattiva per trovare alcuni dei principali – e più audaci – attacchi cibernetici da quando è apparso il primo “verme” informatico nel 1988.
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La cibernetica è in assoluto un argomento non facile da illustrare (senza ricorrere a numerose immagini di cavi, tastiere e spie luminose del computer), ma la Rivista della NATO ha fatto in modo di reperire numerosi avvenimenti e argomenti che evidenziano come si sia ampliato l’uso delle tecniche cibernetiche.
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Che danni possono effettivamente provocare gli attacchi cibernetici? La Rivista della NATO chiede all’ex direttore per la protezione cibernetica delle infrastrutture della Casa Bianca di cosa dovremmo preoccuparci – e come ciò che sappiamo sulle potenzialità degli attacchi cibernetici possa risultare più limitato di quanto si ritenga.
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Se c’è un paese della NATO che conosce gli attacchi cibernetici, quello è l’Estonia. Nella primavera del 2007 questa subì una serie di violenti attacchi alle proprie istituzioni in tutto il paese. La Rivista della NATO ha chiesto al presidente dell’Estonia che cosa abbia imparato il paese da questo fatto e perché ritiene che questo problema meriti maggiore attenzione.
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La guerra cibernetica non esiste. Questa è in sintesi l’affermazione cui perviene il dott. Thomas Rid del King's College di Londra, il quale ritiene che gli attacchi cibernetici non hanno alcuna delle caratteristiche della guerra. La Rivista della NATO gli ha chiesto come sia pervenuto a tale conclusione e cosa ciò implichi per la sicurezza.
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Gli hacker rappresentano i guerrieri del XXI secolo che molti temono. Dato che qualsiasi cosa usiamo ci connettiamo sempre di più, di conseguenza aumentano le loro opportunità di compiere atti di pirateria informatica, di trasferire o distruggere dati. La Rivista della NATO ha parlato con alcuni di questi “pirati” per vedere quali fossero le loro motivazioni e scoprire che in effetti possono rappresentare anche qualcosa di positivo.
citazioni
George Bernard Shaw
Bollettino
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Chi non cambia il proprio modo di pensare
non può cambiare nulla.
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