Guerra e Medicina - 100 anni dopo la Grande Guerra

Dalla cupa realtà del 1914 a quella effettiva odierna, questo mini documentario spiega perché le cure mediche ebbero un ruolo cardine nella guerra del 1914-18. Oggi sappiamo che molti soldati sopravvissero alle trincee, ma pativano la minaccia di infezioni e malattie. Le cure somministrate oggi sui campi di battaglia possono essere spesso ricondotte ai progressi raggiunti durante la Grande Guerra. Questo significa forse che la guerra è stata un bene per la medicina?
Questa fotostoria mostra cosa poteva aspettarsi un soldato della Prima Guerra Mondiale in termini di armi da affrontare, ferite da mettere in cantiere e cure mediche a sua disposizione. Attenzione: le immagini potrebbero turbare la sensibilità di alcuni spettatori.
L'esercito ha dovuto affrontare molte sfide mediche nell'ultimo secolo. Una di queste, le malattie sessualmente trasmissibili, potrebbe sembrare irrilevante ai giorni nostri. Eppure, prima dell'avvento della pennicillina, questo tipo di disturbi poteva sottrarre migliaia di uomini all'azione bellica. Isabel Fernandez passa in rassegna dei saggi sull'argomento e altri estratti da 'Medicine and Modern Warfare'.
Che opinione hanno i medici militari degli sviluppi delle cure mediche sul campo nell'ultimo secolo? La Rivista NATO ha chiesto al consulente medico dello Staff Medico Internazionale NATO di delineare i cambiamenti relativi alle cure, all'approccio e all'atteggiamento usati per curare le ferite nell'ultimo secolo - e gli effetti che hanno avuto sull'operatività dell'esercito.
Inoltre, nella Rivista NATO
Le prospettive energetiche dell'annessione russa della Crimea
Molti considerano l'annessione russa della Crimea un'appropriazione territoriale, tesa o ad assicurarsi una base per la sua flotta sul Mar Nero oppure a portare a termine un piano di destabilizzazione dell'Ucraina. Ma potrebbero esserci anche gravi conseguenze sul fronte energetico, come spiega Frank Umbach.
Vignette: la sicurezza energetica può essere raffigurata così?
Ancora non è chiaro in che modo gli eventi in Ucraina influiranno sulla sicurezza energetica europea. O se cambieranno le priorità dell'Europa in fatto di energie rinnovabili. Abbiamo chiesto al vignettista della Rivista NATO, Rytis Daukantas, di darci una prospettiva collaterale di quelli che secondo lui sono i potenziali cambiamenti in atto.
Le novità?

La citazione di questo numero è del poeta di guerra Siegfried Sassoon, impegnato sul fronte occidentale durante la Prima Guerra Mondiale. Nonostante i molteplici attacchi e le battaglie costate milioni di vite umane, la linea del fronte cambiò ben poco durante la guerra. Vedere la carneficina industrializzata e la futilità di quel conflitto trasformò Sassoon, patriota arruolatosi volontariamente, in un uomo che coscientemente rifiutò di essere rispedito sul fronte.

La citazione di questo numero è del poeta di guerra Siegfried Sassoon, impegnato sul fronte occidentale durante la Prima Guerra Mondiale. Nonostante i molteplici attacchi e le battaglie costate milioni di vite umane, la linea del fronte cambiò ben poco durante la guerra. Vedere la carneficina industrializzata e la futilità di quel conflitto trasformò Sassoon, patriota arruolatosi volontariamente, in un uomo che coscientemente rifiutò di essere rispedito sul fronte.

Davanti al suo rifiuto, piuttosto che mandarlo alla corte marziale, l'esercito lo sottopose a un trattamento per la psicosi traumatica da bombardamento. Questo spiega in che misura il trauma da bombardamento fosse un termine omnicomprensivo per descrivere molti disturbi diversi.

Nel filmato di questo numero, ascolteremo le testimonianze di alcuni medici che descrivevano ufficialmente il trauma da bombardamento come un segno di effeminatezza. Lo stesso si disse di Sassoon, che non solo fu decorato per i suoi audaci attacchi al nemico ma era considerato una sorta di kamikaze dai commilitoni, dimostrando quindi la flessibilità e l'inaccuratezza del termine "psicosi traumatica da bombardamento".

Oggi siamo molto più informati sulle conseguenze della guerra sulla salute dei soldati. Ma non sono solo i progressi medici ad essere intervenuti. Siamo noi a volerne sapere di più. Ora che il numero di soldati e di medici è in costante diminuzione, questo tipo di conoscenze non sono certo un lusso

Gli sforzi investiti nella comprensione e nel trattamento della psicosi traumatica da bombardamento contrastano enormemente con le cure somministrate ai soldati 100 anni fa. All'epoca, molti pazienti venivano semplicemente allontanati dalla società e visti come anelli deboli. Oggi, invece, l'obiettivo è l'opposto: una totale reintegrazione nel contesto civile.

Se sia possibile ricollocare questo tipo di progressi agli eventi della Prima Guerra Mondiale è una questione ancora dibattuta. Ma ciò che è chiaro è che le lezioni mediche appresa durante la Prima Guerra Mondiale - tra cui la tempestività delle cure, la necessità di arginare le emorragie, l'importanza del controllo delle infezioni, etc. - ha giocato un certo ruolo nella propulsione di innovazioni mediche che continuano ai giorni nostri. E questo, forse, è uno dei pochi aspetti positivi ad emergere dalla cosiddetta "Grande Guerra".

Che cos'è questo?