Il rapporto NATO-Russia: fiducia o fallimento?

Ufficialmente, NATO e Russia non si considerano nemiche. Nella pratica, collaborano fattivamente in svariati ambiti. Qual è allora il motivo di questi malumori?
Questa storia fotografica contiene immagini un po' comuni - ma alcune anche un po' sorprendenti - che delineano i recenti rapporti fra NATO e Russia. L'obiettivo è quello di enfatizzare alcune delle aree più problematiche, comprese Ucraina e Siria. Ma vengono illustrate anche altre aree del mondo in cui, senza storie e gradualmente, NATO e Russia continuano a collaborare su questioni fondamentali.
La difesa missilistica non sarà smantellata. Così pure le obiezioni della Russia al sistema missilistico difensivo della NATO. Quali sono gli ostacoli - e qual è il modo migliore per affrontarli?
L'interesse della Russia per ciò che avviene in Afghanistan e in Asia Centrale è noto. Non lo è, invece, la percezione che la Russia ha del proprio coinvolgimento nella regione dopo il 2014, a conclusione della missione ISAF in Afghanistan. La Rivista della NATO si chiede quale sarà l'approccio russo e quali questioni siano ai loro occhi di maggiore interesse.
Le novità?

La fiducia è un valore fondamentale della vita quotidiana. Senza di essa, molti elementi della società finirebbero per venir meno.

Guardate nel vostro portafogli. Che cosa vedete? Delle banconote, alcune carte di plastica e probabilmente qualche moneta. Tutti oggetti di fatto inutili. A conferire loro un valore è la fiducia che li sostiene. Voi versate i contanti in banca, atto di fiducia che si rifletterà quando poi userete la vostra carta di credito.

E questo porta a chiedersi perché la fiducia quotidiana che funziona su scala ridotta non possa essere trasferita anche ai rapporti più importanti, come quelli tra la NATO e la Russia.

La fiducia è un valore fondamentale della vita quotidiana. Senza di essa, molti elementi della società finirebbero per venir meno.

Guardate nel vostro portafogli. Che cosa vedete? Delle banconote, alcune carte di plastica e probabilmente qualche moneta. Tutti oggetti di fatto inutili. A conferire loro un valore è la fiducia che li sostiene. Voi versate i contanti in banca, atto di fiducia che si rifletterà quando poi userete la vostra carta di credito.

Talvolta il rapporto di fiducia è addirittura ribadito esplicitamente. Ad esempio, le banconote che hanno circolazione nel Regno Unito riportano un'immagine della Regina unitamente alla dichiarazione "Prometto di pagare al portatore a vista la somma di X sterline".

Persino l'oro, il prezioso metallo che - per ragioni che ancora fatico a comprendere - è stata la valuta di elezione per secoli, preso a sé non ha alcun valore (sebbene possa risultare utile nelle applicazioni installate sugli smartphone). Eppure il mondo intero è felice di usarlo ancora, nel quotidiano, come simbolo di fiducia.

Tant'è vero che molti matrimoni - e la fiducia su cui essi si fondano - sono suggellati da un anello d'oro. In olandese, l'atto del matrimonio si traduce con 'trouwen'; la parola che invece traduce fiducia è 'vertrouwen'.

Quindi, in breve, gli aspetti fondamentali della vita di tutti i giorni procedono senza troppi intoppi perché tutti quanti investiamo nella fiducia sottesa a simboli o azioni. Se così non fosse, non visiteremmo mai più una banca, un ospedale o un aeroporto (tanto per citarne alcuni).

Come qualunque ingegnere vi confermerà, ciò che funziona su scala ridotta funzionerà anche su larga scala. E questo porta a chiedersi perché la fiducia quotidiana che funziona su scala ridotta non possa essere trasferita anche ai rapporti più importanti, come quello tra la NATO e la Russia.

In questo numero, la parola 'sfiducia' emergerà molto spesso. Dunque cercheremo di scoprire perché quella fiducia sia stata minata. Capiremo ciò che questo significa, a breve termine, in zone come l'Asia Centrale e a lungo termine in questioni come il sistema di difesa missilistica della NATO.

Esamineremo anche ciò che potrebbe contribuire ad arginare questa sfiducia - sia dal punto di vista della NATO che da quello della Russia.

Non è mai facile vincere la sfiducia. Ma come molti sottolineeranno in questo numero, si tratta di un rapporto che deve fare un passo avanti, e al più presto.

Paul King