Cibo, acqua ed energia
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Rivista della NATO
Cibo, acqua ed energia
Coloro che pensavano che i cambiamenti climatici, le incertezze energetiche e le carenze alimentari fossero problemi di terre lontane, di recente, hanno avuto modo di ricredersi.
Il clima sta cambiando. La Gran Bretagna ha appena avuto una delle estati più piovose mai registrate.
I prodotti alimentari ne risentono. Russia e USA hanno appena sperimentato notevoli periodi di siccità che hanno ulteriormente influito sui loro raccolti.
E le questioni energetiche balzano in primo piano. Basta guardare al dissidio tra Cina e Giappone per delle piccole isole deserte: il loro effettivo valore sta nei depositi non sfruttati di combustibili fossili nelle acque circostanti.
Queste sono questioni importanti, interconnesse e che non scompariranno. E, come fa notare qualche analista in questo numero, i tentativi di un paese per migliorare la propria situazione possono al momento peggiorarla in un paese vicino.
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Nutrire il mondo è un compito faticoso. E sfruttare adeguatamente le risorse idriche diviene più difficile, soprattutto se cresce la domanda. Questa Storia fotografica mostra alcuni dei maggiori ostacoli che impediscono alle risorse alimentari del mondo di pervenire a tutta la popolazione mondiale.
L’acqua è fonte di vita. Ma l’acqua potabile allo stato naturale è assai rara. L’aumento della popolazione, il cattivo utilizzo dell’acqua e le carenze in aree fondamentali ne rappresentano i principali elementi. Questo video fornisce un rapido giro del mondo mostrando perché l’acqua è un problema per tutti.
L’utilizzo dell’energia non è un aspetto marginale della sicurezza. Le interruzioni di energia in molti paesi della NATO hanno mostrato quanto si sia tutti vulnerabili di fronte alla scarsità energetica. Dato che cresce la richiesta di ulteriori risorse energetiche, come possiamo essere sicuri che ciò non causi un conflitto?
L'insicurezza alimentare costituisce ancora la piaga di alcune aree del mondo. Ma il principale problema non consiste nella complessiva quantità di cibo, ma piuttosto nella sua adeguata distribuzione. Basterebbe renderla adeguata e ciò salverebbe milioni di vite e ridurrebbe i conflitti.
In questo articolo abbiamo chiesto a Dan Milstein, specialista di relazioni internazionali nell’Ufficio Europa e Asia-Pacifico del Dipartimento americano per l’Energia, di fornirci il suo punto di vista sulla sicurezza energetica e sul ruolo della NATO.
La Rivista della NATO si occupa del perché al momento sarebbe saggio avvicinare le forze armate alle realtà energetiche e ai problemi ambientali. E del perché la maggior parte della gente ne trarrebbe vantaggio.
Chiediamo all’esperto di problemi energetici e ambientali Jason Blackstock che ne pensa dei mutamenti in questi settori, se inducono all’ottimismo e dove vede gli eventuali punti critici.
Geoff Hiscock ci mostra quale siano le quantità disponibili di cibo e di acqua per ognuno di noi. E che bisognerà prevedere degli altri conflitti se non si faranno progressi.
Le novità?

Il gioco infantile delle sedie è qualcosa di crudele. La frenetica ricerca di una sedia libera aumenta man mano che il numero di sedie disponibili diminuisce. Chiunque abbia visto degli adulti fare quel gioco sa che non è affatto decoroso.

Ora immaginate di sostituire alle sedie le risorse naturali, come acqua e combustibili fossili. E immaginate che i giocatori siano miliardi di persone.

Aggiungete a questo il fatto che i giocatori aumentano mentre le risorse diminuiscono. Benvenuti nel mondo del 2012.

Il gioco infantile delle sedie è qualcosa di crudele. La frenetica ricerca di una sedia libera aumenta man mano che il numero di sedie disponibili diminuisce. Chiunque abbia visto degli adulti fare quel gioco sa che non è affatto decoroso.

Ora immaginate di sostituire alle sedie le risorse naturali, come acqua e combustibili fossili. E immaginate che i giocatori siano miliardi di persone.

Aggiungete a questo il fatto che i giocatori aumentano mentre le risorse diminuiscono. Benvenuti nel mondo del 2012.

Nel settore sicurezza spesso ci occupiamo di quali mutamenti potrebbero determinare un conflitto. Ma spesso, è più semplice risalire agli elementi di base. “Uno stomaco vuoto non è un buon consigliere politico”, affermò una volta Albert Einstein. E ciò rimane valido oggi, forse ancor più valido.

Questo numero della Rivista della NATO è dedicato alla ricerca di ancor più, mentre c’è meno da trovare.

Perché questi problemi potrebbero non solo essere causa di serie preoccupazioni future, ma stanno già avendo un massiccio effetto globale. Oggi, stando all’ONU, c’è più gente che muore per motivi collegabili all’acqua o all’igiene che per una guerra.

L’India, il secondo paese al mondo per popolazione, ha raggiunto la soglia d’allarme nell’Indice globale della fame dello scorso anno.

Lo Yemen, dove scorrazza al-Qaida della penisola Arabica, è da qualche anno il primo paese a restare senz’acqua.

Questo numero ipotizza anche qualche possibile soluzione. Ma ciò che risulta chiaro è che coloro che si occupano della pace devono considerare questi argomenti come una parte importante della lotta.

Forse dobbiamo imparare da coloro che hanno già tentato. Uno il cui lavoro per la pace ha ricevuto apprezzamento mondiale è stato Norman Borlaug. Vincitore di un Premio Nobel per la pace per il suo impegno contro la fame, una volta ha detto:”Non si può costruire un mondo pacifico su degli stomaci vuoti e sull’umana miseria”.

citazioni
Ahmed Raafat Amin,
22, Cairo
Bollettino
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Il regime è riuscito ad isolarci individualmente per anni.
Da quando abbiamo smesso di pensare come individui e cominciato a pensare come un gruppo, il cambiamento è divenuto possibile.
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