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La sicurezza sta nei numeri? La NATO e i suoi partner

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I partenariati della NATO diventano più o meno importanti? Sono un modo meno costoso di fornire sicurezza? E sono indispensabili per un approccio generale alla sicurezza? Questo video mostra come stanno cambiando i legami della NATO, per quale motivo e chi è a beneficiarne.

 Sottotitoli: On / Off

La sicurezza nei numeri? La NATO e i suoi partner

Perché sono importanti i partenariati della NATO?

Per fronteggiare le nuove sfide.

Nessuna organizzazione regionale può risolvere questo problema.

Per lo meno, nessuna organizzazione occidentale.

Quali sono i vantaggi dei partenariati?

I partenariati sono il solo strumento che la NATO al momento può offrire

per fornire la sicurezza collettiva. Non costano molto,

tutti sono coinvolti, è una soluzione che tutti accettano,

è diversa dall’ampliamento,

che non viene accettato, se non altro dai russi.

Utilizzando forze civili per rafforzare la sicurezza,

spesso si può determinare assai più sicurezza che con dei bombardieri

o con una divisione corazzata.

L’altro aspetto positivo del nostro partenariato,

è che consiste in un impegno a monte e non in un’azione preventiva.

Tale impegno, che utilizza cioè degli strumenti a lungo termine

per impedire le crisi,

per evitare poi di doverle gestire o anche di doverle risolvere.

I recenti avvenimenti attribuiscono ai partenariati maggiore rilevanza?

Gli eventi verificatisi in Medio Oriente nel 2011…

Certamente l’Afghanistan è un importante argomento,

ma poi c’è l’altro, di quei paesi

impegnati nel Dialogo Mediterraneo, nell’iniziativa di Istanbul:

anche questi paesi avranno bisogno di aiuto.

Il modello o l’esempio di cooperazione e partenariato

avviato nei primi anni ’90 in Europa centrale e orientale, in astratto,

mi sembra vada ulteriormente esteso.

Le forze armate egiziane come forza politica,

quale forza per promuovere uno stabile ordine in Egitto,

avranno bisogno di aiuto dagli USA

e da tanti, tanti paesi NATO e UE,

e ciò sarà valido anche per altri paesi.

In che modo i partenariati della NATO collaborano con altre organizzazioni?

Se ci occupiamo dei partenariati della NATO,

non si deve guardare solo ad altri paesi,

bensì tener conto anche delle istituzioni. C’è l’ONU, ovviamente,

e la UE quali istituzioni multilaterali, cui la NATO guarda.

Sul terreno, non a livello politico,

la collaborazione tra la UE e la NATO funziona,

lo si è visto nei Balcani, lo si è visto in Kosovo e altrove.

La UE fornisce strumenti civili.

Si prenda la missione EULEX della UE,

che è una missione per creare strutture giudiziarie e cose simili.

Opera in parallelo con KFOR.

Come vanno queste collaborazioni in Afghanistan?

Oltre alla NATO,

vi è anche il programma tedesco di formazione della polizia,

c’è la polizia europea, e c’è il ruolo svolto dall’ONU,

ma sul terreno, lo si vede, vogliono coordinarsi maggiormente.

Abbiamo partecipato massicciamente,

con la NATO, all’iniziativa contro la corruzione,

che ha numerosi aspetti,

ma uno di essi è l’addestramento degli agenti

che sono sul terreno, che sono sul teatro,

per metterli in grado di affrontare la corruzione.

I partenariati valgono per quel che costano?

Se la NATO vuole diventare un dispensatore globale di sicurezza,

deve acquisire alcuni strumenti civili

e ciò richiederà molto denaro.

Dove troverà questo denaro al di fuori dei partenariati?

Di solito si dà un valore in dollari o in euro alla difesa.

E la pace e la sicurezza hanno un valore incalcolabile quando non ci sono più.

La logica alla base del trattato,

basato sui fallimenti della sicurezza e della difesa collettiva

negli anni ’30 e ’40, consisteva nel mettere insieme gli sforzi,

si risparmia così denaro e anche questo è un argomento

per promuovere la democrazia e il libero mercato.

Si tratta di un argomento convincente.

I partenariati possono diffondere i valori della NATO?

La NATO è un’organizzazione basata sui valori.

È più facile prendere quei valori, che sono valori comuni,

e trasferirli alle forze di sicurezza afgane.

La NATO non esiste perché ha un nemico,

ma perché condivide dei valori. Questo è il motivo per cui vogliamo essere uniti, giusto?

Questo è ciò che insegniamo ai nostri studenti ed è ancora valido.

Abbiamo bisogno della NATO perché uniti siamo più sicuri che divisi.

La sicurezza nei numeri? La NATO e i suoi partner

Perché sono importanti i partenariati della NATO?

Per fronteggiare le nuove sfide.

Nessuna organizzazione regionale può risolvere questo problema.

Per lo meno, nessuna organizzazione occidentale.

Quali sono i vantaggi dei partenariati?

I partenariati sono il solo strumento che la NATO al momento può offrire

per fornire la sicurezza collettiva. Non costano molto,

tutti sono coinvolti, è una soluzione che tutti accettano,

è diversa dall’ampliamento,

che non viene accettato, se non altro dai russi.

Utilizzando forze civili per rafforzare la sicurezza,

spesso si può determinare assai più sicurezza che con dei bombardieri

o con una divisione corazzata.

L’altro aspetto positivo del nostro partenariato,

è che consiste in un impegno a monte e non in un’azione preventiva.

Tale impegno, che utilizza cioè degli strumenti a lungo termine

per impedire le crisi,

per evitare poi di doverle gestire o anche di doverle risolvere.

I recenti avvenimenti attribuiscono ai partenariati maggiore rilevanza?

Gli eventi verificatisi in Medio Oriente nel 2011…

Certamente l’Afghanistan è un importante argomento,

ma poi c’è l’altro, di quei paesi

impegnati nel Dialogo Mediterraneo, nell’iniziativa di Istanbul:

anche questi paesi avranno bisogno di aiuto.

Il modello o l’esempio di cooperazione e partenariato

avviato nei primi anni ’90 in Europa centrale e orientale, in astratto,

mi sembra vada ulteriormente esteso.

Le forze armate egiziane come forza politica,

quale forza per promuovere uno stabile ordine in Egitto,

avranno bisogno di aiuto dagli USA

e da tanti, tanti paesi NATO e UE,

e ciò sarà valido anche per altri paesi.

In che modo i partenariati della NATO collaborano con altre organizzazioni?

Se ci occupiamo dei partenariati della NATO,

non si deve guardare solo ad altri paesi,

bensì tener conto anche delle istituzioni. C’è l’ONU, ovviamente,

e la UE quali istituzioni multilaterali, cui la NATO guarda.

Sul terreno, non a livello politico,

la collaborazione tra la UE e la NATO funziona,

lo si è visto nei Balcani, lo si è visto in Kosovo e altrove.

La UE fornisce strumenti civili.

Si prenda la missione EULEX della UE,

che è una missione per creare strutture giudiziarie e cose simili.

Opera in parallelo con KFOR.

Come vanno queste collaborazioni in Afghanistan?

Oltre alla NATO,

vi è anche il programma tedesco di formazione della polizia,

c’è la polizia europea, e c’è il ruolo svolto dall’ONU,

ma sul terreno, lo si vede, vogliono coordinarsi maggiormente.

Abbiamo partecipato massicciamente,

con la NATO, all’iniziativa contro la corruzione,

che ha numerosi aspetti,

ma uno di essi è l’addestramento degli agenti

che sono sul terreno, che sono sul teatro,

per metterli in grado di affrontare la corruzione.

I partenariati valgono per quel che costano?

Se la NATO vuole diventare un dispensatore globale di sicurezza,

deve acquisire alcuni strumenti civili

e ciò richiederà molto denaro.

Dove troverà questo denaro al di fuori dei partenariati?

Di solito si dà un valore in dollari o in euro alla difesa.

E la pace e la sicurezza hanno un valore incalcolabile quando non ci sono più.

La logica alla base del trattato,

basato sui fallimenti della sicurezza e della difesa collettiva

negli anni ’30 e ’40, consisteva nel mettere insieme gli sforzi,

si risparmia così denaro e anche questo è un argomento

per promuovere la democrazia e il libero mercato.

Si tratta di un argomento convincente.

I partenariati possono diffondere i valori della NATO?

La NATO è un’organizzazione basata sui valori.

È più facile prendere quei valori, che sono valori comuni,

e trasferirli alle forze di sicurezza afgane.

La NATO non esiste perché ha un nemico,

ma perché condivide dei valori. Questo è il motivo per cui vogliamo essere uniti, giusto?

Questo è ciò che insegniamo ai nostri studenti ed è ancora valido.

Abbiamo bisogno della NATO perché uniti siamo più sicuri che divisi.

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