Dove parlano gli esperti

Un punto di vista della regione

Come i paesi dell’ex Yugoslavia valutano gli eventi del 2011, tra cui l’arresto del generale Ratko Mladic? La Rivista della NATO intervista i protagonisti chiave della regione per scoprirlo.

Mladic, Srebrenica e la giustizia: il punto di vista della regione

L’arresto di Ratko Mladic è stato un passaggio fondamentale.

Non solo per le famiglie delle vittime di Srebrenica e Sarajevo,

o per le migliaia che sopravvissero agli attacchi

dei soldati al suo comando, ma per un’intera regione,

quella dei Balcani occidentali.

Finché non è stato arrestato, rimaneva una ferita aperta nel cuore della regione.

Ora che è in attesa di giudizio a L’Aia,

la Rivista della NATO chiede alla gente dei Balcani

come la regione potrebbe beneficiare del suo arresto

e cosa ancora c’è da fare per completare la riconciliazione.

Serge Brammertz, a destra, è l’accusa

nel Tribunale Penale Internazionale

per l’ex Yugoslavia di L’Aia.

In tutti i miei incontri con le vittime in Bosnia,

questa è sempre stata la prima richiesta:

vedere Mladic e Karadzic a L’Aia sottoposti a processo.

E tale approccio, che il suo fosse più di un semplice arresto,

trovava eco nella gente della regione.

Ciò aveva un particolare peso sulla scena politica,

sulla scena politica serba.

Vi possiamo trovare gli stessi problemi che hanno influenzato

gli sforzi d’integrazione di ogni paese,

ma ciò è assai significativo nell’ambito della situazione serba.

L’arresto di Mladic e poi di Hadzic, penso,

durante o prima dell’estate,

è stato un elemento cruciale che sbloccava in primo luogo

la futura integrazione della Serbia.

Penso che si tratti di qualcosa che si richiedeva quale prova

di una franca cooperazione con l’ICTY; e loro ce l’hanno data.

È stato un passo assai importante fatto dal Presidente Tadic

e dal suo governo quella volta.

Penso che anche in Serbia si riconosca

la responsabilità di quelle persone

che vengono giudicate a L’Aia.

Non stiamo giudicando un popolo, non stiamo giudicando l’intero paese,

stiamo giudicando degli individui

per le loro personali e individuali responsabilità penali.

Probabilmente il maggiore effetto politico dell’arresto di Mladic

è di rimuovere l’ultimo importante ostacolo

alla possibile candidatura della Serbia nella UE.

Siamo veramente felici di vedere ciascun paese della regione

compiere ulteriori passi verso l’integrazione

perché ciò determina il contesto che tutti ci auguriamo;

per vedere la Macedonia entrare a far parte dell’Unione Europea.

La Serbia è un’importante protagonista della regione.

È un grande paese, ma ha anche...

può esercitare un’influenza, positiva o negativa.

Ciò può essere d’aiuto nella regione, può aiutare a risolvere le questioni

o le può ostacolare.

Per questo motivo, abbiamo bisogno di una Serbia che guardi avanti,

che guardi al futuro.

La caccia e l’arresto di famosi indiziati di crimini di guerra,

come Ratko Mladic e Radovan Karadzic,

occupano le prime pagine. Ma ne rimangono tanti altri,

questioni meno sensazionali che la regione deve ancora affrontare.

La regione non è priva di problemi.

Permangono molte sfide.

Rafforzare le istituzioni politiche,

completare le riforme del sistema giudiziario,

combattere il crimine organizzato e la corruzione,

garantire la libertà d’espressione

e promuovere una sostenibile crescita economica a lungo termine.

Tutte le altre questioni sono più pratiche.

Ovviamente anche molto difficili: il ritorno degli sfollati, IDP,

è qualcosa di assai difficile da discutere,

ma penso che sia assai più fattibile

una volta che ci si sia occupati della questione della riconciliazione.

Il 2011 ha visto la questione del Kosovo tornare di primo piano

nei Balcani occidentali.

Gli scontri tra serbi e kosovari con le truppe NATO di KFOR

che cercavano di ristabilire l’ordine tra i due,

hanno prodotto malumori, feriti e anche morti.

Ci si aspetta ora di vedere la questione Serbia-Kosovo

gestita da entrambe le parti senza ulteriori conflitti.

Abbiamo proposto la sua candidatura

ritenendo che la Serbia sarà nuovamente impegnata

nel dialogo con il Kosovo e che attuerà in buona fede

gli accordi raggiunti oggi.

Non ci sarà riconciliazione fintanto che non ci saranno

processi a quei criminali davanti a un tribunale.

Una volta che ciò sarà stato fatto, si sarà compiuto un passo molto importante.

Da ora in avanti, dobbiamo... stiamo lavorando sui rapporti Serbia-Kosovo.

Il dialogo continua, ci auguriamo che ci siano dei risultati.

Ma forse ciò che è più necessario ora,

è una nuova valutazione da parte di tutti i paesi dei Balcani occidentali

di come devono cambiare in questa nuova fase

successiva agli arresti per crimini di guerra.

Il Ministro kosovaro per l’Integrazione europea ritiene

che ciò significhi riforme culturali, ma anche economiche o sociali.

Sono cresciuto in un paese in cui sovvertire il sistema

era un modo per sopravvivere.

Non pagare le tasse era un atto di patriottismo

perché non volevamo contribuire ad un meccanismo

e a una struttura che non era la nostra.

Il Kosovo e tutti i paesi della regione necessitano di molte...

molte riforme culturali più profonde.

Da ultimo, questo arresto potrebbe costituire il momento

in cui i paesi dei Balcani occidentali invertono il processo

di allontanamento reciproco per andare avanti insieme,

con più cooperazione regionale e meno conflitti.

Credo che sia essenziale che si mostri la nostra capacità regionale

di cooperare tra noi.

Perché un giorno, quando per ciascuno dei nostri paesi

ci sarà un posto nel Consiglio della UE,

dovremo agire quali parti di un sistema.

A tale proposito godiamo di una certa tradizione,

ma nel contesto europeo sarà differente.

Pertanto sarei del tutto d’accordo che le prospettive

aumenterebbero le probabilità di portare i nostri paesi

nell’Unione Europea se noi effettivamente compissimo dei passi avanti

e avessimo successo nel promuovere questo spirito di cooperazione

su scala regionale.

Penso che abbiamo bisogno di... più cooperazione regionale.

Tendiamo a dire che abbiamo bisogno di rimettere insieme i Balcani.

Questi formavano prima un unico paese, che si è frantumato in più parti.

Ma dobbiamo ricomporlo. Non solo per questioni di visti, ma lo dobbiamo fare...

per l’energia, per le infrastrutture,

per le molte questioni su cui si potrebbe creare più cooperazione regionale.

Mladic, Srebrenica e la giustizia: il punto di vista della regione

L’arresto di Ratko Mladic è stato un passaggio fondamentale.

Non solo per le famiglie delle vittime di Srebrenica e Sarajevo,

o per le migliaia che sopravvissero agli attacchi

dei soldati al suo comando, ma per un’intera regione,

quella dei Balcani occidentali.

Finché non è stato arrestato, rimaneva una ferita aperta nel cuore della regione.

Ora che è in attesa di giudizio a L’Aia,

la Rivista della NATO chiede alla gente dei Balcani

come la regione potrebbe beneficiare del suo arresto

e cosa ancora c’è da fare per completare la riconciliazione.

Serge Brammertz, a destra, è l’accusa

nel Tribunale Penale Internazionale

per l’ex Yugoslavia di L’Aia.

In tutti i miei incontri con le vittime in Bosnia,

questa è sempre stata la prima richiesta:

vedere Mladic e Karadzic a L’Aia sottoposti a processo.

E tale approccio, che il suo fosse più di un semplice arresto,

trovava eco nella gente della regione.

Ciò aveva un particolare peso sulla scena politica,

sulla scena politica serba.

Vi possiamo trovare gli stessi problemi che hanno influenzato

gli sforzi d’integrazione di ogni paese,

ma ciò è assai significativo nell’ambito della situazione serba.

L’arresto di Mladic e poi di Hadzic, penso,

durante o prima dell’estate,

è stato un elemento cruciale che sbloccava in primo luogo

la futura integrazione della Serbia.

Penso che si tratti di qualcosa che si richiedeva quale prova

di una franca cooperazione con l’ICTY; e loro ce l’hanno data.

È stato un passo assai importante fatto dal Presidente Tadic

e dal suo governo quella volta.

Penso che anche in Serbia si riconosca

la responsabilità di quelle persone

che vengono giudicate a L’Aia.

Non stiamo giudicando un popolo, non stiamo giudicando l’intero paese,

stiamo giudicando degli individui

per le loro personali e individuali responsabilità penali.

Probabilmente il maggiore effetto politico dell’arresto di Mladic

è di rimuovere l’ultimo importante ostacolo

alla possibile candidatura della Serbia nella UE.

Siamo veramente felici di vedere ciascun paese della regione

compiere ulteriori passi verso l’integrazione

perché ciò determina il contesto che tutti ci auguriamo;

per vedere la Macedonia entrare a far parte dell’Unione Europea.

La Serbia è un’importante protagonista della regione.

È un grande paese, ma ha anche...

può esercitare un’influenza, positiva o negativa.

Ciò può essere d’aiuto nella regione, può aiutare a risolvere le questioni

o le può ostacolare.

Per questo motivo, abbiamo bisogno di una Serbia che guardi avanti,

che guardi al futuro.

La caccia e l’arresto di famosi indiziati di crimini di guerra,

come Ratko Mladic e Radovan Karadzic,

occupano le prime pagine. Ma ne rimangono tanti altri,

questioni meno sensazionali che la regione deve ancora affrontare.

La regione non è priva di problemi.

Permangono molte sfide.

Rafforzare le istituzioni politiche,

completare le riforme del sistema giudiziario,

combattere il crimine organizzato e la corruzione,

garantire la libertà d’espressione

e promuovere una sostenibile crescita economica a lungo termine.

Tutte le altre questioni sono più pratiche.

Ovviamente anche molto difficili: il ritorno degli sfollati, IDP,

è qualcosa di assai difficile da discutere,

ma penso che sia assai più fattibile

una volta che ci si sia occupati della questione della riconciliazione.

Il 2011 ha visto la questione del Kosovo tornare di primo piano

nei Balcani occidentali.

Gli scontri tra serbi e kosovari con le truppe NATO di KFOR

che cercavano di ristabilire l’ordine tra i due,

hanno prodotto malumori, feriti e anche morti.

Ci si aspetta ora di vedere la questione Serbia-Kosovo

gestita da entrambe le parti senza ulteriori conflitti.

Abbiamo proposto la sua candidatura

ritenendo che la Serbia sarà nuovamente impegnata

nel dialogo con il Kosovo e che attuerà in buona fede

gli accordi raggiunti oggi.

Non ci sarà riconciliazione fintanto che non ci saranno

processi a quei criminali davanti a un tribunale.

Una volta che ciò sarà stato fatto, si sarà compiuto un passo molto importante.

Da ora in avanti, dobbiamo... stiamo lavorando sui rapporti Serbia-Kosovo.

Il dialogo continua, ci auguriamo che ci siano dei risultati.

Ma forse ciò che è più necessario ora,

è una nuova valutazione da parte di tutti i paesi dei Balcani occidentali

di come devono cambiare in questa nuova fase

successiva agli arresti per crimini di guerra.

Il Ministro kosovaro per l’Integrazione europea ritiene

che ciò significhi riforme culturali, ma anche economiche o sociali.

Sono cresciuto in un paese in cui sovvertire il sistema

era un modo per sopravvivere.

Non pagare le tasse era un atto di patriottismo

perché non volevamo contribuire ad un meccanismo

e a una struttura che non era la nostra.

Il Kosovo e tutti i paesi della regione necessitano di molte...

molte riforme culturali più profonde.

Da ultimo, questo arresto potrebbe costituire il momento

in cui i paesi dei Balcani occidentali invertono il processo

di allontanamento reciproco per andare avanti insieme,

con più cooperazione regionale e meno conflitti.

Credo che sia essenziale che si mostri la nostra capacità regionale

di cooperare tra noi.

Perché un giorno, quando per ciascuno dei nostri paesi

ci sarà un posto nel Consiglio della UE,

dovremo agire quali parti di un sistema.

A tale proposito godiamo di una certa tradizione,

ma nel contesto europeo sarà differente.

Pertanto sarei del tutto d’accordo che le prospettive

aumenterebbero le probabilità di portare i nostri paesi

nell’Unione Europea se noi effettivamente compissimo dei passi avanti

e avessimo successo nel promuovere questo spirito di cooperazione

su scala regionale.

Penso che abbiamo bisogno di... più cooperazione regionale.

Tendiamo a dire che abbiamo bisogno di rimettere insieme i Balcani.

Questi formavano prima un unico paese, che si è frantumato in più parti.

Ma dobbiamo ricomporlo. Non solo per questioni di visti, ma lo dobbiamo fare...

per l’energia, per le infrastrutture,

per le molte questioni su cui si potrebbe creare più cooperazione regionale.

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