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Ottimismo o realismo?

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Vi sono delle soluzioni realistiche alla minaccia del clima per i prodotti alimentari? Abbiamo sufficiente tempo per evitare le sue peggiori conseguenze? E quali sono le possibili risposte da prendere in considerazione?

 Sottotitoli: On / Off

Ci sono soluzioni per la futura insicurezza alimentare?

Esistono tecnologie facilmente utilizzabili, accantonate ma

pronte per l’uso, che possono sostituire le tecnologie basate sui combustibili fossili

da cui dipendiamo per l’energia.

Non abbiamo bisogno di nuove invenzioni. Occorre spendere un po' di soldi. Ma non molti.

Ci saranno ancora soldi per una vacanza dopo. Si prenderà il treno.

Lei ha accennato che dopo la sua ricerca

era vagamente ottimista. Perché?

Più ottimista di quando ho cominciato, per l'esattezza,

che non è proprio la stessa cosa di uno sfrenato ottimismo.

Perché pur rendendosi conto che il surriscaldamento ha luogo,

uno potrebbe non vedere nulla di utile da fare al riguardo.

Voglio dire, da quando abbiamo firmato l’Accordo di Kyoto nel 1997,

la crescita media di emissioni all’anno è salita dall’1% al 3% a livello mondiale.

Non è certamente un progresso, non è vero?

Pertanto non si vede una soluzione. Io almeno non vedevo una soluzione

e ho temuto il peggio. Bene, probabilmente il peggio accadrà,

ma ciò che posso immaginare ora, dopo aver parlato con tutti gli esperti,

è un modo di superare questo problema senza pagare

uno scotto troppo gravoso.

Ci saranno perdite. È troppo tardi per non avere danni.

Ci sono tecnologie ampiamente disponibili,

accantonate, ma pronte all’uso.

Come può la gente comune cambiare le cose?

Dobbiamo cambiare il sistema, non fare una rivoluzione politica,

ma ristrutturare rapidamente l'economia mondiale.

Passare dai combustibili fossili all’energia eolica, solare e geotermica.

Dobbiamo aumentare l'efficienza energetica dell'economia, e in fretta.

Ha detto che un 1% di investimenti in nuove tecnologie

potrebbe svolgere un grande ruolo nell’evitare alcune delle sfide alla sicurezza.

Si scopre che ci sono possibilità,

che vanno valutate,

per contenere effettivamente il surriscaldamento in base alla fisica

attraverso l’intervento diretto nell'atmosfera,

non come una soluzione, bensì come misura per ridurre il gap.

Una misura che consenta di guadagnare un altro decennio per ridurre le emissioni,

e di non oltrepassare quel limite. Si tratta della geo-ingegneria.

Immettere degli aerosol nella stratosfera per bloccare parte della luce solare,

addensare delle nubi sull'oceano allo stesso scopo.

Soluzioni semplici per affrontare il problema,

interventi fisici diretti per ridurre la temperatura,

mentre si lavora ad un effettivo programma per eliminare i combustibili fossili.

Perché è… Potremmo raggiungere l’obiettivo in tempo,

ma a questo punto bisognerebbe fare uno sforzo eroico per muoversi abbastanza velocemente,

per evitare di oltrepassare i due gradi di aumento, francamente.

È possibile, ma lei ci crede? Sì, e anche a Babbo Natale.

Ci sono soluzioni per la futura insicurezza alimentare?

Esistono tecnologie facilmente utilizzabili, accantonate ma

pronte per l’uso, che possono sostituire le tecnologie basate sui combustibili fossili

da cui dipendiamo per l’energia.

Non abbiamo bisogno di nuove invenzioni. Occorre spendere un po' di soldi. Ma non molti.

Ci saranno ancora soldi per una vacanza dopo. Si prenderà il treno.

Lei ha accennato che dopo la sua ricerca

era vagamente ottimista. Perché?

Più ottimista di quando ho cominciato, per l'esattezza,

che non è proprio la stessa cosa di uno sfrenato ottimismo.

Perché pur rendendosi conto che il surriscaldamento ha luogo,

uno potrebbe non vedere nulla di utile da fare al riguardo.

Voglio dire, da quando abbiamo firmato l’Accordo di Kyoto nel 1997,

la crescita media di emissioni all’anno è salita dall’1% al 3% a livello mondiale.

Non è certamente un progresso, non è vero?

Pertanto non si vede una soluzione. Io almeno non vedevo una soluzione

e ho temuto il peggio. Bene, probabilmente il peggio accadrà,

ma ciò che posso immaginare ora, dopo aver parlato con tutti gli esperti,

è un modo di superare questo problema senza pagare

uno scotto troppo gravoso.

Ci saranno perdite. È troppo tardi per non avere danni.

Ci sono tecnologie ampiamente disponibili,

accantonate, ma pronte all’uso.

Come può la gente comune cambiare le cose?

Dobbiamo cambiare il sistema, non fare una rivoluzione politica,

ma ristrutturare rapidamente l'economia mondiale.

Passare dai combustibili fossili all’energia eolica, solare e geotermica.

Dobbiamo aumentare l'efficienza energetica dell'economia, e in fretta.

Ha detto che un 1% di investimenti in nuove tecnologie

potrebbe svolgere un grande ruolo nell’evitare alcune delle sfide alla sicurezza.

Si scopre che ci sono possibilità,

che vanno valutate,

per contenere effettivamente il surriscaldamento in base alla fisica

attraverso l’intervento diretto nell'atmosfera,

non come una soluzione, bensì come misura per ridurre il gap.

Una misura che consenta di guadagnare un altro decennio per ridurre le emissioni,

e di non oltrepassare quel limite. Si tratta della geo-ingegneria.

Immettere degli aerosol nella stratosfera per bloccare parte della luce solare,

addensare delle nubi sull'oceano allo stesso scopo.

Soluzioni semplici per affrontare il problema,

interventi fisici diretti per ridurre la temperatura,

mentre si lavora ad un effettivo programma per eliminare i combustibili fossili.

Perché è… Potremmo raggiungere l’obiettivo in tempo,

ma a questo punto bisognerebbe fare uno sforzo eroico per muoversi abbastanza velocemente,

per evitare di oltrepassare i due gradi di aumento, francamente.

È possibile, ma lei ci crede? Sì, e anche a Babbo Natale.

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