NATO REVIEW 2010
Numero 2: Proliferazione nucleare: cresce come i funghi?
Numero 3: Il calcio: solo un gioco, o una guerra per una palla?
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Yemen: pericolo in arrivo?
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Dati i tempi di traduzione, l'edizione italiana della NATO Review sarà online circa due settimane dopo l'edizione inglese
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Yemen: pericolo in arrivo?
Lo Yemen è tipicamente una terra remota di cui sappiamo poco. Ma gli eventi che vi hanno luogo possono modificare il nostro atteggiamento. In quanto base di una nuova ramificazione di al-Qaida, campo di addestramento di attentatori suicidi, paese sull’orlo del fallimento e/o della guerra civile e con forse la prima capitale a restare senz’acqua, lo Yemen chiaramente merita più attenzione di quanta ne riceva ora: ma ciò può cambiare molto in fretta.
Volete una guida rapida sui problemi dello Yemen? Questo video di tre minuti ci propone le caratteristiche fondamentali della situazione del paese, perché si è preoccupati, le sfide che esso pone e come ciò potrebbe riguardare noi tutti.
La Rivista della NATO intervista Marisa Porges, ex consigliere per l’antiterrorismo del governo americano, sulle minacce che lo Yemen rappresenta e sulle minacce interne ed esterne con le quali si confronta.
Dalla sua nascita nel 2009, al-Qaida nella Penisola Arabica (AQAP) ha prosperato nello Yemen proprio perché questo paese ha tanti altri problemi, afferma Chris Boucek.
Le molteplici sfide dello Yemen potrebbero propagarsi ai paesi vicini? E quanto vi sono preparati questi paesi? David Hughes analizza la minaccia di un effetto domino nella regione.
Al-Qaida nella Penisola Arabica è letteralmente un bersaglio mobile. Quando è stata attaccata dalle forze occidentali, dopo il tentato attentato del giorno di Natale dello scorso anno, ha cambiato la sua strategia.
Cosa pensano gli yemeniti dello sviluppo di al-Qaida in Yemen? Faris Sanabani spiega le peculiari caratteristiche nazionali che ritiene abbiano svolto un ruolo nel rendere lo Yemen l’ambiente naturale di al-Qaida nella Penisola Arabica.

Dopo la pausa estiva (e la pessima prova offerta da alcune delle nazionali di calcio di cui abbiamo parlato nel precedente numero, in modo particolare della mia, l’Inghilterra), ora ci occupiamo nuovamente di più pressanti questioni di sicurezza in questo numero dedicato alle sfide poste e affrontate dallo Yemen.

Ma prima di procedere, un po’ di spudorata promozione per la Rivista della NATO. I video della Rivista della NATO hanno recentemente ottenuto un paio di premi. Questi sono stati vinti per il suo video sulla crisi finanziaria, prodotto lo scorso anno: un primo premio al World Media Festival ed un certificato per l’eccellente creatività all’International Film and Video Festival. Pertanto, un grande ringraziamento a voi tutti che avete contribuito a quel video.

Ritorniamo all’attuale numero sullo Yemen, che, come primo pezzo, ha pure una guida di tre minuti. Preparare questo numero non si è rivelato un esercizio molto piacevole, in quanto più si conosceva questo paese, più ci si preoccupava. Anche la CIA di recente ha indicato, come riportato nella stampa (tra gli altri nel New York Times) che le attività di al-Qaida nella Penisola Arabica cominciano a causare altrettanta preoccupazione, se non di più, delle cellule consorelle in Asia meridionale.

Lo Yemen è un problema che, sono sicuro, otterrà solamente più (e non meno) attenzione con il passare del tempo. Ma forse è già venuto il momento per noi tutti di cominciare a prestarvi attenzione fin da ora. Se la bomba usata per l’attentato di Natale fosse esplosa, saremmo già in ballo. Le azioni coraggiose di alcuni passeggeri del volo non dovrebbero essere un motivo sufficiente perché il paese scivoli di nuovo nell’ombra.

Paul King