NATO REVIEW 2010
Numero 4: Yemen: pericolo in arrivo?
Numero 5: Donne e conflitti: un argomento in prima linea?
Questo numero:
Uno sguardo dall’America: nuove elezioni, nuovi cambiamenti?
Nel prossimo numero Numero dedicato al vertice della NATO
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Dati i tempi di traduzione, l'edizione italiana della NATO Review sarà online circa due settimane dopo l'edizione inglese
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Uno sguardo dall’America: nuove elezioni, nuovi cambiamenti?
Prendi una superpotenza, aggiungi una crisi finanziaria in un’economia globalizzata, aggiungi guerre all’estero e crescenti istanze isolazioniste in patria e completa con un delicato equilibrio politico in uno dei più intricati sistemi di governo del mondo democratico. Benvenuti negli USA del 2010. I risultati delle elezioni di medio termine possono aver reso soltanto più confuso il quadro. La Rivista della NATO esamina il loro possibile effetto in patria e all’estero.
Che cosa collega i risultati delle elezioni di medio termine e la futura politica estera USA? Qual è stata la percezione degli elettori sulle questioni estere? La Rivista della NATO pone queste domande agli esperti di Washington e alla gente comune.
La Rivista della NATO partecipa ad un Tea Party per vedere perché la gente è attratta da questo movimento e se la loro opposizione interna all’Amministrazione Obama contagerà le loro opinioni di politica estera.
Le perdite dei Democratici nelle elezioni di medio termine non sono state determinate solo dalla disoccupazione, ma anche un effetto della posizione dell’America negli affari mondiali e del modo in cui sono stati difesi i valori americani, afferma il professore Michael Cox
Nei risultati delle elezioni di medio termine non tutto è andato male per il Presidente Obama, ma l'effetto che avranno sulla sua politica estera potrebbe essere più difficile da prevedere.
Quanto potere ha la Camera dei Rappresentanti sulla politica estera e di difesa USA, e quanto potrebbero influenzarla i neoeletti Repubblicani, se lo volessero?

Il Presidente Obama è stato eletto nel 2008 con un messaggio che diffondeva speranza e cambiamento. Due anni più tardi, il cambiamento si è ripresentato alla sua porta: un cambiamento nel panorama politico.

Ed ora deve augurarsi che a Washington vi sia un’atmosfera meno partigiana se vuole far approvare il resto del suo programma nei due anni rimasti prima di giungere alla rielezione.

Ma la situazione non è così fosca come può sembrare a prima vista.

I presidenti in carica sono i bersagli di turno nelle elezioni di medio termine, specialmente se l’economia va male. È poco probabile che chiunque altro al suo posto avrebbe consentito al suo partito di ottenere buoni risultati nel disastro economico del 2010.

E i Repubblicani dovranno ora assumersi la corresponsabilità per le azioni future, invece di fare ostruzionismo e criticare quelle del passato.

Ma sono gli effetti sulla politica estera che rimangono poco chiari. Cominceranno i Repubblicani ad assecondare le ali più radicali del Tea Party? In tal caso, gli effetti potrebbero essere più marcati.

Facciamo un esempio. Nel CPAC (Conferenza sull’azione politica dei Conservatori) di quest’anno, è stato effettuato un sondaggio d’opinione pre-elettorale per vedere chi sarebbe il candidato repubblicano ideale per la Presidenza nel 2012. I primi tre sono stati Ron Paul (con una notevole maggioranza), Mitt Romney e Sarah Palin. In altre parole, due su tre delle indicazioni risultate più popolari riguardavano libertari o membri del Tea Party.

Ron Paul ha richiesto che la NATO venisse sciolta. Ed il ritiro degli USA dall’Alleanza nel caso in cui questa non scomparisse. Ed ha lamentato una spesa annuale di un miliardo di dollari USA per le operazioni nel mondo, dicendo che questo denaro andrebbe utilizzato per altri scopi.

Ora, è improbabile che Ron Paul venga eletto a Presidente nel 2012 (ha anche affermato di non essere sicuro di voler partecipare). Ma quelli che pensano che questa possa essere una moda passeggera, tengano conto che Rand Paul, figlio di Ron e membro del Tea Party, è stato appena eletto al Senato USA. Comunque sia, questa tendenza non si è ancora invertita.

Paul King