NATO REVIEW 2010
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Sicurezza marittima: o nuoti o affoghi
Nel prossimo numero La proliferazione nucleare: cresce come i funghi?
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Dati i tempi di traduzione, l'edizione italiana della NATO Review sarà online circa due settimane dopo l'edizione inglese
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Sicurezza marittima: o nuoti o affoghi
Come si fa a rendere sicuri i mari? Quanto incide la pirateria sui noli delle navi e sulle assicurazioni? E le operazioni anti-terrorismo in mare devono essere ampliate? In questo numero, la Rivista della NATO cerca di mostrare come ciò che accade in mare abbia delle ripercussioni sulle nostre vite. Chiediamo ad importanti personaggi in campo militare e in quello degli affari che rilievo abbia effettivamente la pirateria e partecipiamo ad una operazione marittima della NATO dal vivo per assistere da vicino al suo svolgimento.
La Rivista della NATO trascorre una giornata nell’ambito dell’operazione Active Endeavour per vedere come esercita il controllo del Mediterraneo – e come questo viene utilizzato.
Lord Levene, presidente dei Lloyd's di Londra, indica quali siano, a suo avviso, le principali minacce per il traffico marittimo e gli effetti della pirateria sulle navi che assicurano gli scambi commerciali mondiali.
Come fa un contrammiraglio con trent’anni di carriera alle spalle a percepire che le cose in mare stanno cambiando? Jorgen Berggrav risponde alle nostre domande sulle minacce, su come affrontarle e sui cambiamenti necessari per farvi fronte.
Siamo veramente alla fine dell'era navale? In futuro potrebbero divenire più numerosi gli spazi marini ove regna l’anarchia? In che modo i cambiamenti climatici influiranno sulla situazione marittima. Diego Ruiz Palmer analizza questi argomenti.
Non è stata rilevata alcuna attività terroristica nel Mediterraneo dall'inizio delle operazioni antiterrorismo avviate nel 2001. In questo articolo, un membro dell'operazione spiega come il mare è tenuto sicuro.

È facile, con le sfide alla sicurezza che ci circondano, dimenticare che circa il 70% del nostro pianeta è costituito da acqua. Ciò che accade sul restante 30% delle terre emerse (la maggior parte delle quali è inabitabile) assorbe completamente la nostra attenzione.

Ma le cose potrebbero mutare.

Il motivo sta nel fatto che un nuovo mondo interconnesso non riguarda solo l’alta tecnologia delle comunicazioni. Riguarda anche le cose reali. E quando si cominciano a spostare di qua e di là le cose reali, l’acqua resta effettivamente la via privilegiata.

La benzina nella tua auto, il caffè nella tua tazza ed il computer su cui stai leggendo questo pezzo è assai probabile che abbiano navigato per un certo tempo. Pertanto un mondo più interrelato non va considerato vulnerabile solo ai virus del computer o al collegamento ad Internet: è vulnerabile sul mare.

Fino a tempi recenti, ci si è concentrati sul non consentire ai terroristi di utilizzare facilmente il mare. Ma ora la secolare minaccia della pirateria sta riemergendo.

In questo numero, ci occupiamo di come si è trasformata la salvaguardia del mare, cosa ciò ha voluto dire per i commerci e da dove verranno le future sfide.

Paul King