La NATO e l'Agenzia europea di difesa: un gioco che non è a somma zero

In tempi difficili come i nostri, si è spesso udito lo slogan "insieme, si è più forti". Ma le due principali organizzazioni di sicurezza stanno già sperimentando che, sebbene la frase possa essere scontata, è anche vera.

© Reuters/David Lewis

Nel maggio 2010, il Gruppo di esperti che formulava raccomandazioni per il nuovo Concetto Strategico della NATO ha dichiarato che trasformare la NATO, dotandola di dinamiche capacità militari e politiche, richiede un fermo impegno riguardo a un bilancio più efficiente.

La NATO, come altre organizzazioni internazionali, deve far fronte alle restrizioni dei bilanci dei suoi paesi membri. La collaborazione nei progetti di difesa e la riduzione dei doppioni di capacità costituiscono degli elementi cruciali per il futuro successo della NATO. Una fondamentale area in cui migliorare la collaborazione potrebbe essere quella con l'Unione Europea (UE).

Circa il 75% dei membri dell’Alleanza sono anche firmatari del Trattato di Lisbona e costituiscono una maggioranza nella UE. Tutti gli stati membri della UE (tranne la Danimarca) ma inclusa la Norvegia (attraverso delle disposizioni amministrative) collaborano attivamente e sovvenzionano progetti e programmi nell'Agenzia europea di difesa (EDA).

Sebbene creata solo nel luglio 2004, l'Agenzia ha già compreso che la cooperazione con la NATO nello sviluppo delle capacità è vitale per i paesi membri che ad essa partecipano. Questi sono, dopo tutto, i paesi che con i loro bilanci devono sostenere l'Agenzia, mentre ottemperano ai loro obblighi verso la coalizione transatlantica.

Sembra che vi sia un’implicita intesa tra NATO e EDA sul fatto che delle capacità di difesa all’avanguardia non possano essere considerate un gioco a somma zero

La frammentazione dei bilanci della difesa tra agenzie e programmi può pericolosamente minare gli obiettivi di sicurezza dei paesi.

Fortunatamente, sembra che vi sia un’implicita intesa tra NATO e EDA sul fatto che delle capacità di difesa all’avanguardia non possano essere considerate un gioco a somma zero. Entrambe comprendono che la collaborazione massimizzerebbe i rispettivi profitti.

Nell’ambito del Quadro convenuto NATO-UE, si è creato il meccanismo di Sviluppo coerente di capacità per rafforzare la cooperazione tra le due organizzazioni. Perciò, anche i critici più feroci sul piano finanziario devono ammettere che le due entità se non altro cercano insieme l’opportunità per rendere remunerativi gli investimenti.

Comparare mele e pere

Uno dei principali obiettivi delle due organizzazioni è quello di rafforzare ulteriormente l’interoperabilità. Così i loro interessi spesso coincidono nelle capacità all’avanguardia, come il trasporto aereo, la prevenzione contro gli ordigni improvvisati (C-IED), e nelle capacità chimiche, biologiche, radioattive e nucleari (CBRN).

L'EDA non va a reinventare la ruota, se l'Alleanza ha degli standard e dei concetti militari applicabili e ad essa trasferibili. Per esempio, nelle norme di standardizzazione del materiale per la difesa l'EDA è favorevole all’utilizzo delle Condizioni ambientali e procedure di verifica alleate della NATO per il controllo ambientale.

Comunque, l'EDA e la NATO dovrebbero essere prudenti e non sottovalutare i rischi connessi a una più stretta standardizzazione. Se gli approvvigionamenti della difesa determinano delle economie di scala, e quindi rendono più competitivo il mercato della difesa e riducono i prezzi, tutto ciò può anche rivelarsi controproducente. Perché? Perché se lasciato senza controllo, questo processo potrebbe portare ad un oligopolio o anche al monopolio in quel mercato invece che alla competizione, e quindi a una minore competizione e a prezzi più alti.

© Reuters/David Lewis

Inoltre, l’eccessiva standardizzazione e armonizzazione può danneggiare l’innovazione ed accrescere la probabilità di un “unico punto di insuccesso”. Pertanto, individuare il giusto equilibrio è più importante nell’ambito della difesa e della sicurezza che in qualsiasi altro settore.

Fortunatamente, lo sviluppo delle capacità di NATO e EDA spesso si completano reciprocamente.

Per esempio, per affrontare i rispettivi problemi di disponibilità di elicotteri, le due organizzazioni stanno armonizzando il loro lavoro con gli stati membri, onde sviluppare ulteriori capacità di trasporto aereo per le future missioni.

L'EDA ha aiutato gli equipaggi degli elicotteri Mi della Repubblica Ceca perché migliorassero le loro capacità su terreni più difficili, effettuando delle lezioni di addestramento tattico per gli equipaggi di tali elicotteri. Il “Gap 09: Multinational Mountain Exercise” dell’EDA, che includeva esperti del Centro interforze competente per ogni impiego della forza aerea (JAPCC/NATO), ha costituito la risposta all’Iniziativa della NATO “HIP Helicopter Task Force”.

Il progetto multinazionale della NATO guidato dalla Repubblica Ceca è volto ad accrescere le capacità di trasporto aereo della coalizione durante i dispiegamenti sul teatro, a condividere le risorse di elicotteri con i paesi che ne sono carenti.

Lo sviluppo delle capacità di NATO e EDA spesso si completano reciprocamente

Meglio insieme

Quando venne creata l'EDA, alcuni si chiesero se un’altra burocrazia nel campo della sicurezza fosse proprio necessaria e se non si poteva invece usare più efficacemente la NATO per realizzare gli obiettivi strategici della UE.

Ma NATO e EDA hanno fatto in modo di sviluppare un approccio unificato in numerosi settori. Per esempio, nella protezione dalle minacce CBRN (chimico, biologico, radioattivo e nucleare), l'Agenzia si è concentrata di più sulle minacce biologiche, mentre la NATO lo ha fatto su quelle chimiche.

Se queste due organizzazioni prevedessero delle sinergie di lungo periodo, potrebbero diventare un grande esempio di risorse pubbliche condivise in modo costruttivo.

Sebbene possa essere stata originata dalla crisi finanziaria, sembrerebbe ora esservi una consapevolezza delle capacità di difesa e di sicurezza quali beni collettivi: in tale contesto un gioco non a somma zero è divenuto la strategia prevalente.

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