Rivista della NATO 2009
Numero 3: Ordine pubblico ed elezioni in Afghanistan
Numero 4: La crisi finanziaria: quale costo per la sicurezza?
Questo numero:
Terroristi e crimine organizzato: solo affari?
Nel prossimo numero Come deve cambiare la NATO?
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Dati i tempi di traduzione, l'edizione italiana della NATO Review sarà online circa due settimane dopo l'edizione inglese
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Terroristi e crimine organizzato: solo affari?
Gruppi terroristici e crimine organizzato collaborano su base quotidiana. Nel campo della contraffazione, della droga, delle armi, della cibernetica e in quello finanziario. La differenza tra questi gruppi è sempre più sfumata. Spesso, nell’attuazione delle loro attività, condividono tecniche, personale, capacità e denaro. La Rivista della NATO chiede ad alcuni importanti esperti come si è arrivati a ciò e dove ci porta.
La Rivista della NATO esamina come i gruppi terroristici e il crimine organizzato collaborano tra loro e si chiede se possano essere ancora considerati del tutto distinti l’uno dall’altro.
I porti e il mare svolgono un ruolo fondamentale, dato che il crimine organizzato e i gruppi terroristici devono spostare le loro mercanzie da un punto all’altro del mondo. Questo video ci mostra come lo fanno.
Questa storia fotografica mette in risalto le attività in cui si specializzano il crimine organizzato ed alcuni gruppi terroristici: dalle sigarette alle carte di credito e dai crimini informatici alla pirateria.
Il fatto che l’Africa occidentale è una potente miscela tra criminalità organizzata e gruppi islamisti, che è un punto nodale di transito ed è composta da numerosi stati deboli, tutto ciò fa sì che prosperino delle minacce per la sicurezza.
Gretchen Peters ha trascorso circa un decennio ad occuparsi come reporter del Pakistan e dell’Afghanistan. In questo articolo afferma che il modo migliore per combattere i Talebani e al Qaeda è quello d’impedire che beneficino dei proventi della droga.
Anche il Presidente americano ha fatto riferimento alle turbolente guerre di droga in Messico. Ma in questo articolo Sam Quinones, che ha vissuto in Messico per un decennio, sostiene che i problemi del paese hanno limitate implicazioni di sicurezza per gli Stati Uniti, almeno per il momento.

Quando i giornalisti Carl Bernstein e Bob Woodward investigavano sullo scandalo del Watergate, il suggerimento del loro celebre informatore “Gola profonda” era semplice: seguite il denaro.

Lo fecero - e trovarono che li conduceva alla fonte dello scandalo. Oggi, è altrettanto utile agire nello stesso modo con il crimine organizzato e con i gruppi terroristici. Parlandone con coloro che “seguono il denaro” – tra cui alcuni giornalisti investigativi - questo numero della Rivista della NATO mette in luce come il crimine organizzato e i gruppi terroristici spesso coincidano: nelle persone, negli scopi, nelle capacità e nelle attività.

Di conseguenza, riferirsi ad essi come a due differenti e distinti gruppi, può risultare non più valido. Anche quando c'è una chiara distinzione, un gruppo potrebbe sempre nascere come gruppo terroristico ed evolvere quindi in un’organizzazione criminale.

Ciò determina una preoccupante sfida: come garantire che la lotta contro questi gruppi sia adeguata alle loro attività. Dopo tutto, il crimine è per lo più una questione di polizia, mentre il terrorismo rientra in un più ampio concetto di sicurezza. Lasciare degli spiragli tra queste due competenze significherebbe solo facilitare le cose ai criminali.

Che il denaro costituisca un fine, o solo un mezzo per conseguire un fine, tutte le attività criminali sono in fondo tese al denaro.

E questo caso può ben essere uno che dimostra il vecchio detto “il denaro è all’origine di tutti i mali”.

Paul King