Che significato ha per i militari?

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Stesso concetto, differenti punti di vista: video 4

Come influirà il tempismo di questo nuovo Concetto Strategico sul risultato? Sarà in grado di fronteggiare le minacce per gli anni a venire? Come modificherà il modo in cui collaborano le organizzazioni internazionali? Ed i suoi cambiamenti cosa significheranno per gli uomini e le donne in divisa? Tutti questi interrogativi saranno esaminati nella presente sezione.

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Stesso concetto, differenti punti di vista

Come influirà il tempismo di questo nuovo Concetto Strategico sul risultato? Sarà in grado di fronteggiare le minacce per gli anni a venire? Come modificherà il modo in cui collaborano le organizzazioni internazionali? Ed i suoi cambiamenti cosa significheranno per gli uomini e le donne in divisa? Tutti questi interrogativi saranno esaminati nella presente sezione.

Il nuovo Concetto Strategico non si occupa solo del modo di valutare le nuove sfide

e di come sviluppare dei partenariati. Dovrebbe avere anche un ruolo

fondamentale nello stabilire come adeguare le forze militari della NATO.

Penso che le opinioni dei militari siano estremamente importanti.

Un esempio, supponiamo di fare…

Partiamo dal principio: c’è il gruppo di esperti, che dà un parere sulla nuova strategia,

poi tutto ciò passa al Segretario generale,

e ai paesi, che preparano una bozza della nuova strategia.

E supponiamo che a quel punto i militari dicano:

che bella strategia, ma non possiamo attuarla. È inutile.

Non ha più senso per i paesi

voler mantenere le proprie soluzioni militari onnicomprensive

invece di cominciare a focalizzarsi su specializzazione e nicchie di capacità.

E se questa è la via che stiamo prendendo, e penso che sia quella giusta,

allora dobbiamo fare uso per esempio della forza di risposta della NATO

e sfruttare i nostri investimenti

per consentire a quelle unità specializzate di operare insieme.

Costi e risposte collettive sembrano già ai primi posti del programma.

Uno dei più importanti concetti è poter disporre di forze militari.

Come rendere disponibili le forze attuali o quelle integrate nella NATO,

perché possano essere utilizzate in cooperazione?

Nel passato, i paesi si erano basati sulle imprese per produrre capacità

senza avere un’idea di quale sarebbe stato il loro costo totale.

È quando i paesi, compresi gli USA, cercano di fare ogni cosa

che si finisce in crisi di disponibilità.

Attuare i necessari cambiamenti, specie se nel corso di una crisi finanziaria,

richiederà tutta la collaborazione dei settori pubblico e privato?

Ritengo che si tratti di un tipo di sforzo cumulativo.

Se lo consideri con attenzione…

La difesa richiede risorse militari, dei governi e del settore privato.

Ma se sono necessari tagli del personale

ciò non comporta necessariamente che le forze siano meno pronte.

Ciò che si può fare, è razionalizzare la forza lavoro,

per esempio i compiti necessari per ottenere quel livello di reazione,

e quello futuro, e niente altro.

È quando si cerca di fare tutto, e lo si fa per salvaguardare l’occupazione,

che si verificano i malfunzionamenti.

Nel quadro di sicurezza odierno le forze armate necessitano di una costante modernizzazione.

Direi che… se si pensa di modernizzare una forza,

comincerei con comando, controllo,

intelligence, sorveglianza e ricognizione.

E, nel lungo periodo, la salute dell’alleanza, quegli impegni

per una costante modernizzazione, programmi di investimenti nella difesa...

È da lì che vengono le capacità. Se non lo si fa,

nel lungo periodo vi sarà una significativa penalizzazione,

e l’aumento dei costi, come le nazioni hanno verificato, può essere notevole.

Ed infine, si tratta di fare in modo di non dover ricorrere effettivamente alle forze militari.

Se si considera la guerra nel suo complesso…

...ciò che ci si propone di fare è avere una forza che non debba mai combattere.

Si vuole sempre avere una forza che possiede tutte le informazioni per evitare di dover combattere.

Un motivo per cui dobbiamo fare di più in questa alleanza,

è che ognuno investendo poco può far sì che lo sforzo collettivo sia maggiore.

In un periodo di limitazioni finanziarie, i bilanci della difesa si riducono,

dovremmo fare di più nella NATO, non di meno.

Questo è lo scopo fondamentale di questa alleanza.

Il nuovo Concetto Strategico non si occupa solo del modo di valutare le nuove sfide

e di come sviluppare dei partenariati. Dovrebbe avere anche un ruolo

fondamentale nello stabilire come adeguare le forze militari della NATO.

Penso che le opinioni dei militari siano estremamente importanti.

Un esempio, supponiamo di fare…

Partiamo dal principio: c’è il gruppo di esperti, che dà un parere sulla nuova strategia,

poi tutto ciò passa al Segretario generale,

e ai paesi, che preparano una bozza della nuova strategia.

E supponiamo che a quel punto i militari dicano:

che bella strategia, ma non possiamo attuarla. È inutile.

Non ha più senso per i paesi

voler mantenere le proprie soluzioni militari onnicomprensive

invece di cominciare a focalizzarsi su specializzazione e nicchie di capacità.

E se questa è la via che stiamo prendendo, e penso che sia quella giusta,

allora dobbiamo fare uso per esempio della forza di risposta della NATO

e sfruttare i nostri investimenti

per consentire a quelle unità specializzate di operare insieme.

Costi e risposte collettive sembrano già ai primi posti del programma.

Uno dei più importanti concetti è poter disporre di forze militari.

Come rendere disponibili le forze attuali o quelle integrate nella NATO,

perché possano essere utilizzate in cooperazione?

Nel passato, i paesi si erano basati sulle imprese per produrre capacità

senza avere un’idea di quale sarebbe stato il loro costo totale.

È quando i paesi, compresi gli USA, cercano di fare ogni cosa

che si finisce in crisi di disponibilità.

Attuare i necessari cambiamenti, specie se nel corso di una crisi finanziaria,

richiederà tutta la collaborazione dei settori pubblico e privato?

Ritengo che si tratti di un tipo di sforzo cumulativo.

Se lo consideri con attenzione…

La difesa richiede risorse militari, dei governi e del settore privato.

Ma se sono necessari tagli del personale

ciò non comporta necessariamente che le forze siano meno pronte.

Ciò che si può fare, è razionalizzare la forza lavoro,

per esempio i compiti necessari per ottenere quel livello di reazione,

e quello futuro, e niente altro.

È quando si cerca di fare tutto, e lo si fa per salvaguardare l’occupazione,

che si verificano i malfunzionamenti.

Nel quadro di sicurezza odierno le forze armate necessitano di una costante modernizzazione.

Direi che… se si pensa di modernizzare una forza,

comincerei con comando, controllo,

intelligence, sorveglianza e ricognizione.

E, nel lungo periodo, la salute dell’alleanza, quegli impegni

per una costante modernizzazione, programmi di investimenti nella difesa...

È da lì che vengono le capacità. Se non lo si fa,

nel lungo periodo vi sarà una significativa penalizzazione,

e l’aumento dei costi, come le nazioni hanno verificato, può essere notevole.

Ed infine, si tratta di fare in modo di non dover ricorrere effettivamente alle forze militari.

Se si considera la guerra nel suo complesso…

...ciò che ci si propone di fare è avere una forza che non debba mai combattere.

Si vuole sempre avere una forza che possiede tutte le informazioni per evitare di dover combattere.

Un motivo per cui dobbiamo fare di più in questa alleanza,

è che ognuno investendo poco può far sì che lo sforzo collettivo sia maggiore.

In un periodo di limitazioni finanziarie, i bilanci della difesa si riducono,

dovremmo fare di più nella NATO, non di meno.

Questo è lo scopo fondamentale di questa alleanza.

Filmati contenuti in Stesso concetto, differenti punti di vista:

1. Uno scontro di opinioni

2. Il tempismo è tutto?

3. Tempi nuovi, minacce nuove, risposte nuove

4. Che significato ha per i militari?

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