Rivista della NATO 2009
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La crisi finanziaria: quale costo per la sicurezza?
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Dati i tempi di traduzione, l'edizione italiana della NATO Review sarà online circa due settimane dopo l'edizione inglese
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La crisi finanziaria: quale costo per la sicurezza?
Meno ricchezza significa più conflitti e meno sicurezza? Con la crisi finanziaria che rapidamente si propaga, stiamo per scoprirlo. In questo numero, la Rivista della NATO esamina fatti, cifre e opinioni che riguardano il disastro economico. E riscontra che questioni come gli aiuti stranieri, il protezionismo e le scarse risorse ricevono la stessa attenzione della spesa militare.
In tre minuti vi mostriamo come la crisi finanziaria potrebbe avere un impatto sulle questioni di sicurezza, dai lavoratori che emigrano fino ai gruppi politici estremisti.
Come si è giunti alla crisi finanziaria - e dove porterà? Adrian Kendry, economista della NATO, ci fa compiere una visita guidata dei nessi che collegano la crisi alla sicurezza.
Esperti dell’ONU, della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale rispondono a domande su quale effetto avrà la crisi finanziaria sull’Afghanistan, sui paesi deboli e sulla globalizzazione.
Sin dal settembre 2007 vi erano stati segnali d’allarme per il sistema finanziario. Questa storia fotografica sottolinea alcuni dei successivi passaggi chiave del disastro finanziario.
La Rivista della NATO intervista Paul Collier, vincitore di un premio e professore presso la Oxford University, sugli effetti che la crisi finanziaria avrà sui paesi poveri del mondo.
Che effetto avranno dei colpi più duri sull'utilizzo dei bilanci militari? E quando la difesa ne avvertirà il morso? Derek Braddon ne esamina gli effetti per paesi ed alleanze.
La crisi economica ha facilitato o ostacolato la crescita della Cina? E la porterà ad essere un più temibile concorrente degli Stati Uniti? Un esperto di relazioni Cina-USA, il professore Jing Men, cerca delle risposte.
François Melese ritiene che l'impatto della crisi finanziaria sulla sicurezza non vada sottovalutato. Ed esamina se questa abbia avuto origine nel settore privato o pubblico.
Peter Holmes valuta se l’esplosiva miscela di protezionismo, estremismo e conflitto degli anni ‘30 potrebbe ripresentarsi nell’odierna crisi finanziaria.
Heiko Borchert e Karina Forster ritengono che la crisi nel mondo finanziario potrebbe dischiudere nuovi modi di operare in campo energetico.

In verità non è molto facile trovare aspetti positivi che scaturiscano dalla grande depressione degli anni ’30. Incredibili privazioni, estremismi politici e infine un conflitto mondiale non sembrano offrire nulla di buono.

Di fatti, il famoso economista J. K. Galbraith disse che l’aspetto positivo della depressione consisteva nell’ammonimento che essa ci dava a non finirci dentro un’altra volta.

È ora evidente che noi non abbiamo tenuto conto di quell’avvertimento

Il mondo è ruzzolato dalle case garantite ai prestiti incerti; dai rialzisti ai ribassisti; e dalla stabilità incoraggiante alla preoccupante incertezza

Nessuno che abbia a che fare con le questioni di sicurezza può fingere che si tratti di un semplice problema finanziario o economico. Anche coloro che ci provano si renderanno conto che le contrazioni di bilancio, di personale e di progetti non rispettano alcun confine.

Più preoccupante è la scintilla che la crisi economica può innescare in situazioni attualmente in letargo, ma potenzialmente esplosive. Sconvolgerà alcune delle aree, dei paesi o anche delle regioni che sono a rischio?

In questo numero della Rivista della NATO raccogliamo le opinioni di coloro che conoscono i fondamentali aspetti dell’attuale situazione: l’economia, il contesto della difesa e le aree deboli.

Qualcuna delle loro opinioni può sorprendere. Per esempio, chi si sarebbe aspettato che questa crisi potesse essere considerata come potenzialmente positiva per l’Afghanistan?

Coloro che non sono ancora convinti di ciò che è in gioco, non devono far altro che avviare il primo video. Questo, in soli tre minuti, delinea alcuni dei problemi.

E, a differenza dell’ultima depressione, cerca di trovarvi alcuni aspetti positivi.

Paul King