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Karadzic: da Sarajevo a L'Aia

L'arresto di Radovan Karadzic non è solo una buona notizia per le sue vittime: potrebbe influire anche sulla sicurezza della Bosnia.

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Radovan Karadzic è ora in una cella a L'Aia. La Rivista della NATO si è recata in Bosnia per vedere come la notizia del suo arresto è stata recepita dalle due comunità del paese, cosa ciò voglia dire per il futuro della Bosnia e per chiedere se a Karadzic possa essere garantito un equo giudizio.

Durata del video: 16.30

 Sottotitoli: On / Off

© Rivista della NATO

NARRATORE: Radovan Karadzic, l'uomo che fu il tristemente famoso comandante dei serbo-bosniaci durante la guerra in Bosnia Erzegovina.

L'uomo che divenne famoso per aver minacciato di annientarli se i musulmani di Bosnia avessero dichiarato l’indipendenza.

RADOVAN KARADZIC (Sottotitoli sullo schermo): Non vi rendete conto che farete precipitare la Bosnia Erzegovina in un inferno e che forse ciò comporterà la scomparsa del popolo musulmano…

perché il popolo musulmano non può difendersi se scoppia la guerra.

NARRATORE: L'uomo che, attraverso il suo esercito e i suoi ordini, ha cercato di realizzare tale minaccia nei successivi tre anni.

Due città in particolare sono testimoni della sua brutalità: Sarajevo e Srebrenica. Quanto a Srebrenica, Karadzic ed il generale Mladic sono accusati dell’uccisione di 8.000 uomini e ragazzi dopo la caduta della prima zona di sicurezza dell'ONU.

Nel suo processo si presenteranno prove che tali uccisioni includevano delle esecuzioni minuziosamente pianificate...

SULLO SCHERMO: NON IDENTIFICATO: Non abbiate timore. Nessuno vi farà del male.

NARRATORE: ... menzogne ed il bombardamento di civili in fuga. Tra i morti c'erano anziani di 77 anni come pure ragazzi di 12 anni.

A Srebrenica il massacro durò alcuni giorni. A Sarajevo si è protratto per quasi quattro anni. Assediata, la città ha subito pesantemente il fuoco di artiglieria, mortai e cecchini.

NON IDENTIFICATO(Sottotitoli sullo schermo): Questa gente non ha cibo, né latte per i bambini, né cioccolata…. niente di niente!

NARRATORE: Delle oltre 12.000 vittime, morte in città sotto i colpi sparati alla cieca, oltre 1.000 erano bambini. Nonostante l’accerchiamento delle forze serbe, priva quasi del tutto di elettricità, e sotto continuo attacco, Sarajevo resistette.

In questo numero della Rivista della NATO ritorniamo a Sarajevo, il teatro di uno dei peggiori crimini della guerra di Bosnia, per vedere in che modo coloro che hanno sofferto, e quelli che hanno cercato di catturare Karadzic, hanno reagito alla sua cattura.

Ed esaminiamo cosa ciò significa per il futuro e per la sicurezza del paese e della regione.

Dopo essere sopravvissuta alla guerra, Nidzara Ahmetasevic si è dedicata al giornalismo investigativo, seguendo tra l’altro le tracce di Radovan Karadzic.

NIDZARA AHMETASEVIC (Capo redattore “Balkan Investigative Reporting Network”): Ero qui durante la guerra, a Sarajevo. Sono sopravvissuta alla guerra. Ma molti dei miei amici sono stati uccisi, molti altri feriti.

Io sono stata ferita. Molti dei miei parenti sono stati brutalmente feriti o uccisi durante la guerra.

NARRATORE: Quale è stata la sua reazione quando ha appreso dell'arresto di Karadzic?

AHMETASEVIC: Quando Karadzic fu arrestato mi sentii come se quella fosse la fine della guerra. Ma, sfortunatamente, non lo era.

NARRATORE: Raffi Gregorian è il Vice Alto Rappresentante per la Bosnia Erzegovina. Precedentemente ha lavorato per la NATO e per il governo americano specializzandosi proprio sui Balcani.

È stato descritto come uno dei più accaniti cacciatori di Karadzic. Come si è sentito quando ha sentito la notizia dell'arresto di Karadzic?

RAFFI GREGORIAN (Vice Alto Rappresentante per la Bosnia Erzegovina): Mi sono sentito come quando ho preso il mio dottorato, sebbene questo abbia richiesto un po’ più di tempo.

Mi aspettavo una sensazione di sollievo e di esaltazione, ma fu solo stordimento.

NARRATORE: In Occidente a molta gente il nome Sarajevo evoca immagini di una città sotto assedio in tempo di guerra.

Ma questa è una città che vuole rivivere. Questa settimana, per esempio, si svolge il festival cinematografico di Sarajevo, con visitatori da tutto il mondo.

E allora, cosa significa oggi per la gente di Sarajevo l'arresto di Karadzic?

NON IDENTIFICATO(Sottotitoli sullo schermo): È un criminale ed è peggio di Hitler.

NON IDENTIFICATO(Sottotitoli sullo schermo): Sono sorpreso che sia stato arrestato. Non pensavo che sarebbe mai stato arrestato. Il mio secondo pensiero è stato che almeno c’è un po’ di giustizia anche qui.

NARRATORE: Karadzic è già a L'Aia, dove è in attesa di essere processato davanti al Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia.

NON IDENTIFICATO: Sei accusato di genocidio, perseguibile in base agli Articoli 4-3A, 7-1 e 7-3 dello Statuto del Tribunale.

NARRATORE: Sir Geoffrey Nice era il responsabile della pubblica accusa nel processo di Slobodan Milosevic a L'Aia.

SIR GEOFFREY NICE (Responsabile pubblica accusa nel processo a Slobodan Milosevic): Sto suggerendo all'accusato, tramite il testimone, o al testimone,

non so chi sia, che la cifra totale di 93 prigionieri è falsa, intenzionalmente falsa.

NARRATORE: Sir Geoffrey Nice, Lei ritiene che se i crimini di Karadzic sono stati commessi in quella regione, il suo processo dovrebbe allora svolgersi nello stesso luogo?

NICE: In una situazione ideale avrei ritenuto che sarebbe stato il luogo ideale per giudicarlo. Ma forse è troppo presto perché ciò sia possibile.

Sarebbe stato troppo bello processarlo nel luogo in cui i testimoni affermano siano stati commessi i crimini.

Perché i testimoni possono venire quotidianamente e non ritrovarsi nel contesto a loro estraneo di L'Aia.

GREGORIAN: Il tribunale fu creato in primo luogo perché i vari poteri nella regione manifestamente non facevano ciò che erano giuridicamente tenuti a fare.

Questo tribunale fu creato in gran parte per occuparsi di Karadzic e Milosevic.

E ritengo che se si vuole assicurare una giustizia imparziale qui,

al di là del mio personale punto di vista in merito, per questi due personaggi l’unico posto possibile resta il Tribunale internazionale a L'Aia.

NARRATORE: Una delle difficoltà incontrate nel trasferire Karadzic a L'Aia è stata che molti serbi e serbo-bosniaci non avevano ancora fiducia nel tribunale di L'Aia.

Siamo andati a Pale, che fu la base di Karadzic durante e dopo la guerra, per valutare come la gente del posto considerava il suo arresto ed il successivo processo.

Ed è già assai evidente che ci troviamo in territorio serbo. Questa è la Republika Srpska. Le insegne sono spesso in cirillico.

Ci sono bandiere, bandiere serbe, che sventolano da molti edifici, ed uno dei primi edifici che abbiamo visto qui nella città d'adozione di Radovan Karadzic ha un nome veramente appropriato.

SULLO SCHERMO: Insegna su un edificio -- Enigma

NARRATORE: Questo è il centro di Pale, la città d'adozione di Karadzic. Karadzic è stato arrestato nel 2008, quasi esattamente 13 anni dopo che era stato accusato dal Tribunale di L'Aia per crimini di guerra.

Nell’incriminazione lo si accusa di genocidio, persecuzioni e uccisione di cittadini non-serbi nel corso di attacchi in tutta la Bosnia Erzegovina.

È inoltre accusato di aver internato migliaia di non-serbi in campi dove si presume che per suo ordine si perpetrassero uccisioni, torture, maltrattamenti e violenze sessuali verso i non-serbi.

Ad un anno da tale incriminazione, nel luglio 1995, lo si è visto camminare e vivere liberamente nel centro di questa città.

Inizialmente, molte risposte sono state prudenti..

NON IDENTIFICATO(Sottotitoli sullo schermo): Tutti devono essere responsabili davanti alla giustizia - qualunque nazionalità abbiano - per i crimini che hanno commesso.

NARRATORE: Ma presto abbiamo appreso dalla gente della lealtà di cui Karadzic aveva goduto quando viveva qui in città.

Può dirmi se è stato contento sentendo che Radovan Karadzic era stato arrestato?

NON IDENTIFICATO(Sottotitoli sullo schermo): Mi sono sentito male, molto male... ero veramente infelice. E vorrei che il mondo intero lo sapesse.

TRADUTTORE: Non sono felice, diamine, che sia stato arrestato.

NARRATORE: Per alcuni la cattura di Karadzic è un argomento ancora troppo doloroso.

NON IDENTIFICATO(Sottotitoli sullo schermo): Non sono pronto a rispondere a questa domanda.

NARRATORE: Lo scetticismo serbo-bosniaco riguardo al Tribunale di L'Aia non deriva solo dal fatto che costoro ritengono che Slobodan Milosevic non abbia ricevuto un giusto processo.

E citano l'assoluzione a L'Aia di musulmani accusati di crimini di guerra, come quella di Naser Oric, comandante musulmano in tempo di guerra.

NON IDENTIFICATO: Signor Oric, si alzi per favore. Lei è stato ritenuto non colpevole e quindi assolto...

per il primo capo d’accusa, per non aver adempiuto al dovere come superiore di adottare le misure necessarie e ragionevoli per prevenire il verificarsi di eccidi.

NON IDENTIFICATO(Sottotitoli sullo schermo): Così ora la gente deve aver paura di quel bandito… egli ha perseguitato i serbi.

NON IDENTIFICATO: Naser Oric?

NON IDENTIFICATO(Sottotitoli sullo schermo): Sì, sì…proprio lui.

NARRATORE: Ma questa affermazione non tiene conto del fatto che Oric è stato ritenuto colpevole di alcune accuse.

NON IDENTIFICATO: Tu sei, comunque, colpevole, per il primo capo d’accusa, perché non hai adempiuto al tuo dovere come superiore di adottare le misure necessarie e ragionevoli per prevenire il verificarsi di eccidi...

NARRATORE: È giustificato questo scetticismo dei serbi per L'Aia?

GREGORIAN: Ora abbiamo 159 su 161 imputati che sono andati a L'Aia o che sono stati sottoposti in qualche modo alle procedure del Tribunale.

E ci sono state alcune sentenze molto importanti su quei casi. Come anche gente che è stata prosciolta dalle accuse.

Pertanto ritengo che sia stato equo, ma, per ragioni politiche, la gente vuole immaginare che la corte propenda o per questo o contro quello. La corte si pronuncia sulla base dei fatti sottoposti al suo giudizio.

NARRATORE: Bruce McLane, che è stato il successore di Raffi Gregorian quale consigliere politico nel quartier generale della NATO di Sarajevo, concorda.

BRUCE MCLANE (Consigliere politico, quartier generale della NATO a Sarajevo): Uno dei problemi che abbiamo avuto in questo paese, per quanto concerne l’atteggiamento della gente riguardo all’intero processo, è che c'è molta gente…

che ritiene che l'ICTY sia prevenuta e che lo sia specialmente verso i serbi e che la comunità internazionale consideri il popolo serbo nel suo complesso responsabile per le atrocità verificatesi durante la guerra.

Questo tipo di processi, ritengo, consente invece di dimostrare il contrario. Mostra che sono ritenuti responsabili per quei crimini gli individui che effettivamente li hanno commessi.

NARRATORE: Geoffrey Nice, Lei pensa che L'Aia possa garantire a Karadzic un equo processo?

NICE: Dipende dai giudici, ma non vedo alcun motivo perché non sia così. I giudici dovranno essere molto fermi nel dimostrare di possedere tutte le prove di cui necessitano, su richiesta delle parti.

Ma è ovvio che possono assicurare a quest'uomo un equo processo. È ciò che i giudici sono chiamati a fare.

E sebbene non conosca nei dettagli le prove di Karadzic, alcune di esse sono assai più solide, almeno a prima vista, di quelle contro Milosevic.

Alcune delle dichiarazioni fatte nelle sessioni dell’Assemblea possono essere terribilmente difficili per lui da affrontare, non so. Peraltro, ci possono anche essere altre ragioni perché il processo sia più conciso di quello a Milosevic.

NARRATORE: Uno degli aspetti che preoccupa gli analisti della struttura politica della Bosnia Erzegovina è il numero di elezioni che si sono tenute, specie dopo il 1996.

Assai più numerose che in molti altri paesi, specie in Europa occidentale. L'altro aspetto preoccupante che sottolineano, è che la gente vota sempre più secondo schieramenti etnici che in base all’interesse nazionale.

E si meravigliano di dove ciò porti.

C'è il rischio che il processo a Karadzic possa avere un effetto sulle elezioni del 2008 in Bosnia Erzegovina?

MCLANE: A mio avviso, non causerà significativi problemi,

ma, può starne certo, nella fase preparatoria alle elezioni amministrative di ottobre questo ed altri temi saranno usati da coloro che desiderano sfruttarli per le ragioni sbagliate.

NARRATORE: Secondo Raffi Gregorian, questa questione non dovrebbe avere nulla a che fare con le elezioni.

GREGORIAN: È diverso, perché queste sono elezioni amministrative. Non hanno nulla a che vedere con questioni relative allo status dell'entità o allo status dello stato.

In realtà, le elezioni amministrative dovrebbero riguardare temi del tipo se la raccolta delle immondizie funziona o meno e se le strade sono ben pavimentate.

Pertanto, quale conseguenza, potrai vedere che dappertutto in questo paese, sfortunatamente, i politici distrarranno l’attenzione della gente dai veri problemi di governo…

… e affronteranno questioni come la famiglia Karadzic e chi sia il loro più grande sostenitore nelle elezioni amministrative. Assolutamente ridicolo.

NARRATORE: La cattura di Radovan Karadzic ha delle implicazioni nella regione balcanica. Quali possono essere tali implicazioni, specialmente per la Serbia, il paese che lo ha arrestato?

GREGORIAN: Penso che sia un segnale assai positivo per la Serbia, come penso avevamo detto prima. Quanto avvenuto in Serbia, è stata una lotta per la sua anima democratica, e le forze favorevoli alla democrazia hanno vinto.

L'arresto di Radovan Karadzic, e vorrei augurarmi di Ratko Mladic, è una conseguenza del diritto interno in Serbia, per non menzionare gli obblighi legali internazionali nel quadro delle Nazioni Unite.

AHMETASEVIC: Ciò che penso, il che è forse un’opportunità, è che questo sia stato un buon momento politico. Non solo per la Serbia, ma probabilmente il migliore per la Serbia.

Ma probabilmente anche per l’intera comunità internazionale, l’Unione Europea e l’America, perché sono i paesi coinvolti maggiormente in qualsiasi cambiamento nei Balcani.

NARRATORE: Il processo che ne segue fornisce inoltre al Tribunale di L'Aia la possibilità di mostrare che rimane la migliore struttura per giudicare i criminali di guerra. Ma il processo a Karadzic riscuoterà più successo di quello a Milosevic?

NICE: Non vi è ragione perché sia un processo particolarmente lungo, perché il caso di Milosevic includeva tre guerre e un periodo di dieci anni e si sarebbe concluso in due anni se non fosse stato così malato.

NARRATORE: Per Raffi Gregorian l’elemento chiave devono essere i crimini di Karadzic.

GREGORIAN: Troppa gente ha riempito pagine e pagine di ipotesi circa presunti collegamenti e completamente ignorato i crimini di cui costui è accusato...

… e per cui è stato già ritenuto colpevole nei tribunali USA per avere attuato campagne di stupro.

NARRATORE: È sufficiente il processo a Karadzic perché la regione compia dei progressi?

AHMETASEVIC: No, dobbiamo vedere Mladic a L'Aia. Senza di lui non è finita. Non è affatto la fine, perché …

ritengo, è orribile vivere nel mondo quando sei consapevole che qualcuno come Ratko Mladic cammina liberamente vicino a te. Non è orribile solo per i bosniaci. È orribile per ogni essere umano.

GREGORIAN: E non penso che finirà finché non prenderemo Mladic. Voglio dire, Karadzic era il comandante politico. È uno che ha stabilito le linee politiche.

Mladic ne ha attuato gli aspetti militari. Sono due personalità del tutto distinte. Uno assomiglia ad un assassino patologico, l'altro ad uno pseudo intellettuale.

Dal comportamento molto affabile ma, come ho detto prima, un bugiardo patologico.

Ma Mladic, attraverso le sue dichiarazioni pubbliche, ha chiarito che sapeva esattamente ciò che faceva. Esattamente ciò che faceva.

NARRATORE: Molta gente che ha sofferto a Sarajevo ha una valutazione stoica riguardo all'arresto di Karadzic. Costituisce un passo avanti per chiudere con il passato. Ma il passato rimane ancora dolorosamente vivo.

Ci sono molte cifre che vengono menzionate in relazione alla guerra qui in Bosnia Erzegovina. Sarajevo, con suoi 43 mesi di assedio; Srebrenica con suoi 8.000 uomini e ragazzi uccisi.

Ma le cifre che troverai in questo cimitero di Sarajevo sono in gran parte '92, '93, '94 e '95: le date di morte che compaiono più di frequente sulla maggior parte di queste tombe.

Civili e soldati che sono morti qui negli anni di guerra. Questi cimiteri non sono luoghi appartati, quieti. Molti sono nel cuore della città, perché molti erano utilizzati come parchi cittadini.

Così mentre l'arresto di Karadzic può portare a qualche conclusione, il capitolo finale di questa storia è lontano.

NON IDENTIFICATO(Sottotitoli sullo schermo): Quando ho saputo del suo arresto mi sono sentito spiritualmente sollevato. Ma se guardiamo la vita quotidiana, si ha ancora bisogno di andare a lavorare. E mi auguro proprio che la situazione politica migliori.

AHMETASEVIC: Per noi la guerra non è ancora storia. Tuttavia viviamo quello che... viviamo una specie di… non di guerra, ma di dopoguerra.

E non sono sicura, anche se il giorno in cui Karadzic è stato arrestato mi sono sentita come se fosse finita la guerra, ma, sfortunatamente non era così. Conviviamo ancora con essa.

E probabilmente dovremo convivere con tutto ciò ancora per molti anni a venire.

NARRATORE: Radovan Karadzic, l'uomo che fu il tristemente famoso comandante dei serbo-bosniaci durante la guerra in Bosnia Erzegovina.

L'uomo che divenne famoso per aver minacciato di annientarli se i musulmani di Bosnia avessero dichiarato l’indipendenza.

RADOVAN KARADZIC (Sottotitoli sullo schermo): Non vi rendete conto che farete precipitare la Bosnia Erzegovina in un inferno e che forse ciò comporterà la scomparsa del popolo musulmano…

perché il popolo musulmano non può difendersi se scoppia la guerra.

NARRATORE: L'uomo che, attraverso il suo esercito e i suoi ordini, ha cercato di realizzare tale minaccia nei successivi tre anni.

Due città in particolare sono testimoni della sua brutalità: Sarajevo e Srebrenica. Quanto a Srebrenica, Karadzic ed il generale Mladic sono accusati dell’uccisione di 8.000 uomini e ragazzi dopo la caduta della prima zona di sicurezza dell'ONU.

Nel suo processo si presenteranno prove che tali uccisioni includevano delle esecuzioni minuziosamente pianificate...

SULLO SCHERMO: NON IDENTIFICATO: Non abbiate timore. Nessuno vi farà del male.

NARRATORE: ... menzogne ed il bombardamento di civili in fuga. Tra i morti c'erano anziani di 77 anni come pure ragazzi di 12 anni.

A Srebrenica il massacro durò alcuni giorni. A Sarajevo si è protratto per quasi quattro anni. Assediata, la città ha subito pesantemente il fuoco di artiglieria, mortai e cecchini.

NON IDENTIFICATO(Sottotitoli sullo schermo): Questa gente non ha cibo, né latte per i bambini, né cioccolata…. niente di niente!

NARRATORE: Delle oltre 12.000 vittime, morte in città sotto i colpi sparati alla cieca, oltre 1.000 erano bambini. Nonostante l’accerchiamento delle forze serbe, priva quasi del tutto di elettricità, e sotto continuo attacco, Sarajevo resistette.

In questo numero della Rivista della NATO ritorniamo a Sarajevo, il teatro di uno dei peggiori crimini della guerra di Bosnia, per vedere in che modo coloro che hanno sofferto, e quelli che hanno cercato di catturare Karadzic, hanno reagito alla sua cattura.

Ed esaminiamo cosa ciò significa per il futuro e per la sicurezza del paese e della regione.

Dopo essere sopravvissuta alla guerra, Nidzara Ahmetasevic si è dedicata al giornalismo investigativo, seguendo tra l’altro le tracce di Radovan Karadzic.

NIDZARA AHMETASEVIC (Capo redattore “Balkan Investigative Reporting Network”): Ero qui durante la guerra, a Sarajevo. Sono sopravvissuta alla guerra. Ma molti dei miei amici sono stati uccisi, molti altri feriti.

Io sono stata ferita. Molti dei miei parenti sono stati brutalmente feriti o uccisi durante la guerra.

NARRATORE: Quale è stata la sua reazione quando ha appreso dell'arresto di Karadzic?

AHMETASEVIC: Quando Karadzic fu arrestato mi sentii come se quella fosse la fine della guerra. Ma, sfortunatamente, non lo era.

NARRATORE: Raffi Gregorian è il Vice Alto Rappresentante per la Bosnia Erzegovina. Precedentemente ha lavorato per la NATO e per il governo americano specializzandosi proprio sui Balcani.

È stato descritto come uno dei più accaniti cacciatori di Karadzic. Come si è sentito quando ha sentito la notizia dell'arresto di Karadzic?

RAFFI GREGORIAN (Vice Alto Rappresentante per la Bosnia Erzegovina): Mi sono sentito come quando ho preso il mio dottorato, sebbene questo abbia richiesto un po’ più di tempo.

Mi aspettavo una sensazione di sollievo e di esaltazione, ma fu solo stordimento.

NARRATORE: In Occidente a molta gente il nome Sarajevo evoca immagini di una città sotto assedio in tempo di guerra.

Ma questa è una città che vuole rivivere. Questa settimana, per esempio, si svolge il festival cinematografico di Sarajevo, con visitatori da tutto il mondo.

E allora, cosa significa oggi per la gente di Sarajevo l'arresto di Karadzic?

NON IDENTIFICATO(Sottotitoli sullo schermo): È un criminale ed è peggio di Hitler.

NON IDENTIFICATO(Sottotitoli sullo schermo): Sono sorpreso che sia stato arrestato. Non pensavo che sarebbe mai stato arrestato. Il mio secondo pensiero è stato che almeno c’è un po’ di giustizia anche qui.

NARRATORE: Karadzic è già a L'Aia, dove è in attesa di essere processato davanti al Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia.

NON IDENTIFICATO: Sei accusato di genocidio, perseguibile in base agli Articoli 4-3A, 7-1 e 7-3 dello Statuto del Tribunale.

NARRATORE: Sir Geoffrey Nice era il responsabile della pubblica accusa nel processo di Slobodan Milosevic a L'Aia.

SIR GEOFFREY NICE (Responsabile pubblica accusa nel processo a Slobodan Milosevic): Sto suggerendo all'accusato, tramite il testimone, o al testimone,

non so chi sia, che la cifra totale di 93 prigionieri è falsa, intenzionalmente falsa.

NARRATORE: Sir Geoffrey Nice, Lei ritiene che se i crimini di Karadzic sono stati commessi in quella regione, il suo processo dovrebbe allora svolgersi nello stesso luogo?

NICE: In una situazione ideale avrei ritenuto che sarebbe stato il luogo ideale per giudicarlo. Ma forse è troppo presto perché ciò sia possibile.

Sarebbe stato troppo bello processarlo nel luogo in cui i testimoni affermano siano stati commessi i crimini.

Perché i testimoni possono venire quotidianamente e non ritrovarsi nel contesto a loro estraneo di L'Aia.

GREGORIAN: Il tribunale fu creato in primo luogo perché i vari poteri nella regione manifestamente non facevano ciò che erano giuridicamente tenuti a fare.

Questo tribunale fu creato in gran parte per occuparsi di Karadzic e Milosevic.

E ritengo che se si vuole assicurare una giustizia imparziale qui,

al di là del mio personale punto di vista in merito, per questi due personaggi l’unico posto possibile resta il Tribunale internazionale a L'Aia.

NARRATORE: Una delle difficoltà incontrate nel trasferire Karadzic a L'Aia è stata che molti serbi e serbo-bosniaci non avevano ancora fiducia nel tribunale di L'Aia.

Siamo andati a Pale, che fu la base di Karadzic durante e dopo la guerra, per valutare come la gente del posto considerava il suo arresto ed il successivo processo.

Ed è già assai evidente che ci troviamo in territorio serbo. Questa è la Republika Srpska. Le insegne sono spesso in cirillico.

Ci sono bandiere, bandiere serbe, che sventolano da molti edifici, ed uno dei primi edifici che abbiamo visto qui nella città d'adozione di Radovan Karadzic ha un nome veramente appropriato.

SULLO SCHERMO: Insegna su un edificio -- Enigma

NARRATORE: Questo è il centro di Pale, la città d'adozione di Karadzic. Karadzic è stato arrestato nel 2008, quasi esattamente 13 anni dopo che era stato accusato dal Tribunale di L'Aia per crimini di guerra.

Nell’incriminazione lo si accusa di genocidio, persecuzioni e uccisione di cittadini non-serbi nel corso di attacchi in tutta la Bosnia Erzegovina.

È inoltre accusato di aver internato migliaia di non-serbi in campi dove si presume che per suo ordine si perpetrassero uccisioni, torture, maltrattamenti e violenze sessuali verso i non-serbi.

Ad un anno da tale incriminazione, nel luglio 1995, lo si è visto camminare e vivere liberamente nel centro di questa città.

Inizialmente, molte risposte sono state prudenti..

NON IDENTIFICATO(Sottotitoli sullo schermo): Tutti devono essere responsabili davanti alla giustizia - qualunque nazionalità abbiano - per i crimini che hanno commesso.

NARRATORE: Ma presto abbiamo appreso dalla gente della lealtà di cui Karadzic aveva goduto quando viveva qui in città.

Può dirmi se è stato contento sentendo che Radovan Karadzic era stato arrestato?

NON IDENTIFICATO(Sottotitoli sullo schermo): Mi sono sentito male, molto male... ero veramente infelice. E vorrei che il mondo intero lo sapesse.

TRADUTTORE: Non sono felice, diamine, che sia stato arrestato.

NARRATORE: Per alcuni la cattura di Karadzic è un argomento ancora troppo doloroso.

NON IDENTIFICATO(Sottotitoli sullo schermo): Non sono pronto a rispondere a questa domanda.

NARRATORE: Lo scetticismo serbo-bosniaco riguardo al Tribunale di L'Aia non deriva solo dal fatto che costoro ritengono che Slobodan Milosevic non abbia ricevuto un giusto processo.

E citano l'assoluzione a L'Aia di musulmani accusati di crimini di guerra, come quella di Naser Oric, comandante musulmano in tempo di guerra.

NON IDENTIFICATO: Signor Oric, si alzi per favore. Lei è stato ritenuto non colpevole e quindi assolto...

per il primo capo d’accusa, per non aver adempiuto al dovere come superiore di adottare le misure necessarie e ragionevoli per prevenire il verificarsi di eccidi.

NON IDENTIFICATO(Sottotitoli sullo schermo): Così ora la gente deve aver paura di quel bandito… egli ha perseguitato i serbi.

NON IDENTIFICATO: Naser Oric?

NON IDENTIFICATO(Sottotitoli sullo schermo): Sì, sì…proprio lui.

NARRATORE: Ma questa affermazione non tiene conto del fatto che Oric è stato ritenuto colpevole di alcune accuse.

NON IDENTIFICATO: Tu sei, comunque, colpevole, per il primo capo d’accusa, perché non hai adempiuto al tuo dovere come superiore di adottare le misure necessarie e ragionevoli per prevenire il verificarsi di eccidi...

NARRATORE: È giustificato questo scetticismo dei serbi per L'Aia?

GREGORIAN: Ora abbiamo 159 su 161 imputati che sono andati a L'Aia o che sono stati sottoposti in qualche modo alle procedure del Tribunale.

E ci sono state alcune sentenze molto importanti su quei casi. Come anche gente che è stata prosciolta dalle accuse.

Pertanto ritengo che sia stato equo, ma, per ragioni politiche, la gente vuole immaginare che la corte propenda o per questo o contro quello. La corte si pronuncia sulla base dei fatti sottoposti al suo giudizio.

NARRATORE: Bruce McLane, che è stato il successore di Raffi Gregorian quale consigliere politico nel quartier generale della NATO di Sarajevo, concorda.

BRUCE MCLANE (Consigliere politico, quartier generale della NATO a Sarajevo): Uno dei problemi che abbiamo avuto in questo paese, per quanto concerne l’atteggiamento della gente riguardo all’intero processo, è che c'è molta gente…

che ritiene che l'ICTY sia prevenuta e che lo sia specialmente verso i serbi e che la comunità internazionale consideri il popolo serbo nel suo complesso responsabile per le atrocità verificatesi durante la guerra.

Questo tipo di processi, ritengo, consente invece di dimostrare il contrario. Mostra che sono ritenuti responsabili per quei crimini gli individui che effettivamente li hanno commessi.

NARRATORE: Geoffrey Nice, Lei pensa che L'Aia possa garantire a Karadzic un equo processo?

NICE: Dipende dai giudici, ma non vedo alcun motivo perché non sia così. I giudici dovranno essere molto fermi nel dimostrare di possedere tutte le prove di cui necessitano, su richiesta delle parti.

Ma è ovvio che possono assicurare a quest'uomo un equo processo. È ciò che i giudici sono chiamati a fare.

E sebbene non conosca nei dettagli le prove di Karadzic, alcune di esse sono assai più solide, almeno a prima vista, di quelle contro Milosevic.

Alcune delle dichiarazioni fatte nelle sessioni dell’Assemblea possono essere terribilmente difficili per lui da affrontare, non so. Peraltro, ci possono anche essere altre ragioni perché il processo sia più conciso di quello a Milosevic.

NARRATORE: Uno degli aspetti che preoccupa gli analisti della struttura politica della Bosnia Erzegovina è il numero di elezioni che si sono tenute, specie dopo il 1996.

Assai più numerose che in molti altri paesi, specie in Europa occidentale. L'altro aspetto preoccupante che sottolineano, è che la gente vota sempre più secondo schieramenti etnici che in base all’interesse nazionale.

E si meravigliano di dove ciò porti.

C'è il rischio che il processo a Karadzic possa avere un effetto sulle elezioni del 2008 in Bosnia Erzegovina?

MCLANE: A mio avviso, non causerà significativi problemi,

ma, può starne certo, nella fase preparatoria alle elezioni amministrative di ottobre questo ed altri temi saranno usati da coloro che desiderano sfruttarli per le ragioni sbagliate.

NARRATORE: Secondo Raffi Gregorian, questa questione non dovrebbe avere nulla a che fare con le elezioni.

GREGORIAN: È diverso, perché queste sono elezioni amministrative. Non hanno nulla a che vedere con questioni relative allo status dell'entità o allo status dello stato.

In realtà, le elezioni amministrative dovrebbero riguardare temi del tipo se la raccolta delle immondizie funziona o meno e se le strade sono ben pavimentate.

Pertanto, quale conseguenza, potrai vedere che dappertutto in questo paese, sfortunatamente, i politici distrarranno l’attenzione della gente dai veri problemi di governo…

… e affronteranno questioni come la famiglia Karadzic e chi sia il loro più grande sostenitore nelle elezioni amministrative. Assolutamente ridicolo.

NARRATORE: La cattura di Radovan Karadzic ha delle implicazioni nella regione balcanica. Quali possono essere tali implicazioni, specialmente per la Serbia, il paese che lo ha arrestato?

GREGORIAN: Penso che sia un segnale assai positivo per la Serbia, come penso avevamo detto prima. Quanto avvenuto in Serbia, è stata una lotta per la sua anima democratica, e le forze favorevoli alla democrazia hanno vinto.

L'arresto di Radovan Karadzic, e vorrei augurarmi di Ratko Mladic, è una conseguenza del diritto interno in Serbia, per non menzionare gli obblighi legali internazionali nel quadro delle Nazioni Unite.

AHMETASEVIC: Ciò che penso, il che è forse un’opportunità, è che questo sia stato un buon momento politico. Non solo per la Serbia, ma probabilmente il migliore per la Serbia.

Ma probabilmente anche per l’intera comunità internazionale, l’Unione Europea e l’America, perché sono i paesi coinvolti maggiormente in qualsiasi cambiamento nei Balcani.

NARRATORE: Il processo che ne segue fornisce inoltre al Tribunale di L'Aia la possibilità di mostrare che rimane la migliore struttura per giudicare i criminali di guerra. Ma il processo a Karadzic riscuoterà più successo di quello a Milosevic?

NICE: Non vi è ragione perché sia un processo particolarmente lungo, perché il caso di Milosevic includeva tre guerre e un periodo di dieci anni e si sarebbe concluso in due anni se non fosse stato così malato.

NARRATORE: Per Raffi Gregorian l’elemento chiave devono essere i crimini di Karadzic.

GREGORIAN: Troppa gente ha riempito pagine e pagine di ipotesi circa presunti collegamenti e completamente ignorato i crimini di cui costui è accusato...

… e per cui è stato già ritenuto colpevole nei tribunali USA per avere attuato campagne di stupro.

NARRATORE: È sufficiente il processo a Karadzic perché la regione compia dei progressi?

AHMETASEVIC: No, dobbiamo vedere Mladic a L'Aia. Senza di lui non è finita. Non è affatto la fine, perché …

ritengo, è orribile vivere nel mondo quando sei consapevole che qualcuno come Ratko Mladic cammina liberamente vicino a te. Non è orribile solo per i bosniaci. È orribile per ogni essere umano.

GREGORIAN: E non penso che finirà finché non prenderemo Mladic. Voglio dire, Karadzic era il comandante politico. È uno che ha stabilito le linee politiche.

Mladic ne ha attuato gli aspetti militari. Sono due personalità del tutto distinte. Uno assomiglia ad un assassino patologico, l'altro ad uno pseudo intellettuale.

Dal comportamento molto affabile ma, come ho detto prima, un bugiardo patologico.

Ma Mladic, attraverso le sue dichiarazioni pubbliche, ha chiarito che sapeva esattamente ciò che faceva. Esattamente ciò che faceva.

NARRATORE: Molta gente che ha sofferto a Sarajevo ha una valutazione stoica riguardo all'arresto di Karadzic. Costituisce un passo avanti per chiudere con il passato. Ma il passato rimane ancora dolorosamente vivo.

Ci sono molte cifre che vengono menzionate in relazione alla guerra qui in Bosnia Erzegovina. Sarajevo, con suoi 43 mesi di assedio; Srebrenica con suoi 8.000 uomini e ragazzi uccisi.

Ma le cifre che troverai in questo cimitero di Sarajevo sono in gran parte '92, '93, '94 e '95: le date di morte che compaiono più di frequente sulla maggior parte di queste tombe.

Civili e soldati che sono morti qui negli anni di guerra. Questi cimiteri non sono luoghi appartati, quieti. Molti sono nel cuore della città, perché molti erano utilizzati come parchi cittadini.

Così mentre l'arresto di Karadzic può portare a qualche conclusione, il capitolo finale di questa storia è lontano.

NON IDENTIFICATO(Sottotitoli sullo schermo): Quando ho saputo del suo arresto mi sono sentito spiritualmente sollevato. Ma se guardiamo la vita quotidiana, si ha ancora bisogno di andare a lavorare. E mi auguro proprio che la situazione politica migliori.

AHMETASEVIC: Per noi la guerra non è ancora storia. Tuttavia viviamo quello che... viviamo una specie di… non di guerra, ma di dopoguerra.

E non sono sicura, anche se il giorno in cui Karadzic è stato arrestato mi sono sentita come se fosse finita la guerra, ma, sfortunatamente non era così. Conviviamo ancora con essa.

E probabilmente dovremo convivere con tutto ciò ancora per molti anni a venire.

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