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Afghanistan (Parte I): le problematiche
Nick Grono, vice Presidente dell’International Crisis Group, ci descrive in che modo si sviluppa la guerra mediatica dei Talebani e come reagire.
L’offensiva mediatica dei Talebani risulta interessante per ciò che non include, almeno quanto lo è per i suoi contenuti. Eccovi alcuni esempi.
Tim Foxley analizza la campagna mediatica condotta dai Talebani e si chiede se non si potrebbe fare di più in risposta.
Se l’Afghanistan spreca l’occasione delle prossime elezioni, può anche veder sfumare le sue speranze di normale sviluppo, afferma Daoud Sultanzoy.
Marco Vincenzino afferma che se si lascia che l’Afghanistan divenga la “guerra dimenticata” dell’Occidente, si rischierebbe di perdere molto più di una guerra.

L’Afghanistan è un paese con incredibili contraddizioni. Una delle più evidenti, al momento, è forse la strategia mediatica dei Talebani.

Un'organizzazione che vanta i propri valori “tradizionali”, che rifugge dalla modernità e che manifesta un forte rifiuto per la cultura occidentale, sfrutta però gli ultimissimi mezzi tecnologici che il mondo può offrire. L’uso che fa della televisione, dei messaggi e di internet sono noti a tutti.

Ma la contraddizione non si ferma qui. E' questa stessa organizzazione che minaccia di far saltare i ripetitori dei telefoni cellulari, se gli operatori non li oscurano quando essi lo ordinano.

In questo numero vedremo quanto sia importante la diffusione del messaggio mediatico in tutto l’Afghanistan per giungere a radicare uno stabile stato democratico. Analizzeremo argomenti del tipo: perché i media afgani locali hanno un così limitato impatto; come l'Occidente potrebbe meglio mettere a nudo le carenze mediatiche dei Talebani; e quanto sono importanti i messaggi mediatici provenienti dall’Afghanistan per i paesi presenti con proprie truppe.

Molti sono coloro che hanno viaggiato e lavorato in Afghanistan e che ci possono testimoniare la validità della saggezza popolare afgana. Due proverbi afgani in particolare risulterebbero pertinenti a questo scontro mediatico.

Uno, che tradotto suonerebbe “la pazienza è amara, ma il suo frutto è dolce”, può rappresentare un incoraggiamento per le forze democratiche.

L'altro, “l’onestà è la chiave del successo”, risulterebbe più appropriato se indirizzato ai Talebani.

Paul King