Prefazione
La NATO, sin dalla sua istituzione nel 1949, non ha mai cessato di trasformarsi. Attualmente, è nel mezzo del suo processo di trasformazione successivo alla Guerra Fredda, e precisamente in quello successivo all'11 settembre, che consiste nel passare da un'Alleanza concentrata sulla difesa dell'Europa ad una che sia un più vasto fornitore di sicurezza, pronta ad affrontare le nuove minacce, da dovunque possano provenire. In questo numero della Rivista della NATO, si esaminerà da diverse angolazioni la trasformazione in atto nella NATO.
Sten Rynning della University of Southern Denmark considera la trasformazione come qualcosa che vada al di là dell'ammodernamento delle forze armate per includere la creazione di nuovi partenariati di portata mondiale. L'ammiraglio Giampaolo di Paola, Capo di stato maggiore della difesa italiana, vede nella trasformazione una risposta alla nuova rivoluzione nel campo della sicurezza. Mario Bartoli, vice Segretario generale aggiunto della NATO per gli armamenti e coordinatore delle tecnologie antiterrorismo, si sofferma sui programmi d'arricchimento delle capacità dell'Alleanza. Robert Bell, ex Segretario generale aggiunto della NATO per gli investimenti nella difesa ed attualmente ai vertici della Science Application International Corporation, esamina le sfide connesse alla creazione della Forza di risposta della NATO, che costituisce il veicolo per la trasformazione dell'Alleanza. Nell'intervista, il generale Lance Smith, Comandante supremo alleato per la trasformazione, si sofferma sulla trasformazione delle forze armate e sul ruolo che il suo comando svolge nell'ambito dell'Alleanza. David Yost, della Scuola navale di perfezionamento di Monterey (California), analizza le problematiche connesse alla difesa antimissile. Richard Weitz, dell'Hudson Institute , si dice favorevole all'avvio di un dialogo formale tra la NATO e l'Organizzazione per la cooperazione di Sciangai. Jamie Shea, responsabile della pianificazione politica della NATO, esamina il possibile ruolo dell'Alleanza nella sicurezza energetica. Patrick Stephenson, della University of Maryland in Europe, si sofferma sull'ampliarsi del ruolo dell'Alleanza. Infine, James Snyder, della Divisione diplomazia pubblica della NATO, recensisce tre recenti opere centrate sui rischi che si corrono in Iraq.
Sten Rynning della University of Southern Denmark considera la trasformazione come qualcosa che vada al di là dell'ammodernamento delle forze armate per includere la creazione di nuovi partenariati di portata mondiale. L'ammiraglio Giampaolo di Paola, Capo di stato maggiore della difesa italiana, vede nella trasformazione una risposta alla nuova rivoluzione nel campo della sicurezza. Mario Bartoli, vice Segretario generale aggiunto della NATO per gli armamenti e coordinatore delle tecnologie antiterrorismo, si sofferma sui programmi d'arricchimento delle capacità dell'Alleanza. Robert Bell, ex Segretario generale aggiunto della NATO per gli investimenti nella difesa ed attualmente ai vertici della Science Application International Corporation, esamina le sfide connesse alla creazione della Forza di risposta della NATO, che costituisce il veicolo per la trasformazione dell'Alleanza. Nell'intervista, il generale Lance Smith, Comandante supremo alleato per la trasformazione, si sofferma sulla trasformazione delle forze armate e sul ruolo che il suo comando svolge nell'ambito dell'Alleanza. David Yost, della Scuola navale di perfezionamento di Monterey (California), analizza le problematiche connesse alla difesa antimissile. Richard Weitz, dell'Hudson Institute , si dice favorevole all'avvio di un dialogo formale tra la NATO e l'Organizzazione per la cooperazione di Sciangai. Jamie Shea, responsabile della pianificazione politica della NATO, esamina il possibile ruolo dell'Alleanza nella sicurezza energetica. Patrick Stephenson, della University of Maryland in Europe, si sofferma sull'ampliarsi del ruolo dell'Alleanza. Infine, James Snyder, della Divisione diplomazia pubblica della NATO, recensisce tre recenti opere centrate sui rischi che si corrono in Iraq.








