Valutare la trasformazione della NATO
Pienamente operativa: La NATO deve ora acquisire le giuste capacità per adempiere ai suoi mandati ed attuare la sua trasformazione politica. (©SHAPE)
Mario Bartoli esamina i progressi compiuti nel migliorare le capacità dell'Alleanza.
Il vertice di Riga costituirà l'occasione per tirare le somme. Quando i capi di stato e di governo della NATO si riuniranno nella capitale lettone questo novembre, le questioni fondamentali cui si trova confrontata l'Alleanza fungeranno da riferimento alle loro discussioni. La NATO ha fatto abbastanza per rafforzare le capacità necessarie per affrontare le sfide dell'odierno contesto di sicurezza che va delineandosi attualmente? Può e deve fare di più per rimanere un'entità valida ed importante sulla scena internazionale? Come possiamo offrire la migliore protezione possibile alle nostre truppe, inviate in missione in contesti pericolosi e lontani?
L'11 settembre, gli attacchi terroristici a Madrid e Londra hanno dato un tragico impulso all'Alleanza perché rafforzi la propria capacità di rispondere alle nuove sfide nel campo della sicurezza da ovunque possano venire. Il terrorismo, la diffusione delle armi di distruzione di massa, gli stati in dissoluzione dotati di minacciose tecnologie, e l'instabilità rappresentano le principali minacce alla sicurezza. Per rispondere a queste minacce, l'Alleanza sta sviluppando un insieme adeguato di capacità. Ai vertici dei leader alleati di Praga nel 2002 e di Istanbul nel 2004, la NATO ha avviato delle nuove iniziative per rafforzare le capacità nazionali di difesa contro il terrorismo, per accrescere l'interoperabilità e per conseguire il rapido dispiegamento e la sostenibilità delle forze combattenti. La Forza di risposta della NATO (NRF), avviata a Praga, ha aperto la strada alle capacità di proiezione dell'Alleanza. Queste capacità sono sempre più necessarie per gestire l'intera gamma delle missioni, dal tradizionale scontro bellico ad alta intensità per la difesa collettiva, in base all'articolo 5, alle operazioni di aiuto umanitario in aree remote.
Le attuali operazioni della NATO in Afghanistan, la sua missione di formazione in Iraq e le recenti operazioni umanitarie condotte in Pakistan costituiscono tutte delle chiare dimostrazioni che è già avvenuto un effettivo riorientamento verso le operazioni di proiezione. La sfida e l'opportunità per l'Alleanza consiste nell'assicurarsi che si posseggano le capacità giuste per condurre queste operazioni. La nostra comunità degli armamenti lavora intensamente per sostenere le nostre truppe nelle missioni, migliorandone le capacità militari perché siano mobili, interoperabili e sostenibili.
Negli ultimi anni, abbiamo anche sviluppato il concetto di Capacità in rete della NATO (NNEC). Si tratta del più ambizioso sforzo dell'Alleanza nel settore del comando, controllo e comunicazioni. Collega vari componenti del contesto operativo attraverso una struttura di informazioni in rete. Grazie alla condivisione di informazioni, migliora significativamente la conoscenza della situazione sul teatro, consentendo così, durante le missioni, di prendere delle decisioni sulla base di maggiori informazioni. A delle truppe che operano in condizioni difficili, il miglioramento delle informazioni può salvare la vita. I nostri successi nel creare altre importanti soluzioni nel settore della NNEC includono lo sviluppo di radio a software definito e l'acquisizione di un sistema di tracciamento della forza amica per le nostre forze in Afghanistan.
Il nostro programma di Difesa contro il terrorismo (DAT), avviato nel 2004, ha già dato frutti. Recentemente, le sue otto iniziative iniziali sono diventate dieci. Ciascuna di esse si occupa di un importante settore della lotta che l'Alleanza conduce contro il terrorismo, è diretta da uno stato membro, e sostenuta da altri. Questo approccio influenza le capacità dei governi nazionali, dell'industria, della scienza e della ricerca per uno sviluppo accelerato delle contromisure. Abbiamo conseguito considerevoli successi nello sviluppo di prototipi, nella valutazione dei sistemi, nella dottrina e nell'addestramento della forza, come pure in tattiche, tecniche e procedure. Per esempio, vengono compiuti grandi passi nello sviluppo di tecnologie avanzate per contrastare artigianali sistemi esplosivi, come pure di una tecnologia riguardante il lancio con paracadute di precisione per le forze delle operazioni speciali. Queste sono due capacità di cui i nostri soldati hanno oggi urgente bisogno in Afghanistan. È necessario anche un impegno specifico e un adeguato rifinanziamento per far procedere rapidamente il programma.
Abbiamo anche compiuto molta strada nello sviluppo della Sorveglianza al suolo dell'Alleanza (AGS), potenzialmente il più vasto programma della NATO mai esistito. L'AGS fornisce la persistente copertura della sorveglianza al suolo e di una vasta area, il che è di grande aiuto per i nostri soldati in missione. L'AGS è anche fondamentale per garantire il futuro sviluppo delle capacità dell'Alleanza. Dopo un lungo lavoro di preparazione, siamo in grado ora di avviare la sua fase di progettazione e sviluppo.
Il programma di Difesa attiva stratificata contro i missili balistici di teatro (ALTBMD) è stato avviato per fornire protezione ai nostri soldati sul teatro contro i missili a corto raggio. Uno studio di fattibilità è stato recentemente completato per il programma assai più vasto di Difesa missilistica continentale. Su questa base, le discussioni politico-militari possono continuare per pervenire ad una decisione in merito al problema se l'Alleanza desidera una capacità di Difesa antimissile. Se la risposta è sì, il lavoro proseguirà per determinare la migliore combinazione di sistemi e capacità previsti ed esistenti.
Un dispositivo di proiezione richiede una capacità di trasporto strategico, che è potenzialmente il tallone di Achille delle capacità dell'Alleanza. Se la NATO gode di una alquanto valida capacità marittima, è carente in modo allarmante di ciò che necessita di più, cioè del trasporto aereo strategico. All'inizio di quest'anno, quattordici stati membri hanno creato un consorzio - Soluzione provvisoria del trasporto aereo strategico (SALIS) - per ottenere un accesso garantito al trasporto aereo strategico, con l'intenzione di colmare tale carenza fino all'eventuale sviluppo, acquisizione e messa in servizio del progettato modello dell'aereo A400M. Comunque, questa soluzione provvisoria va ampliata, in quanto contrattualmente fornisce il necessario trasporto aereo solo in contesti non ostili, ed esclusivamente per scopi di assistenza umanitaria. Si sta lavorando ad un'iniziativa per creare una Capacità di trasporto aereo strategico della NATO che consiste in una flotta multinazionale di aerei per il trasporto strategico C-17, di proprietà e gestiti dai paesi membri partecipanti. Ottimisticamente, prevediamo che venga varata nel vertice di Riga.
Le nostre proposte ai capi di stato e di governo devono rendere evidenti le numerose carenze di capacità. Mentre si evidenziano i considerevoli progressi finora compiuti, non dobbiamo omettere di segnalare che le sfide più difficili devono ancora venire: il lavoro che va fatto a tutti i livelli con sempre maggiore impegno e dedizione. Una serie di impegni per trasformare le capacità consentirà un'ulteriore trasformazione dell'Alleanza.
L'11 settembre, gli attacchi terroristici a Madrid e Londra hanno dato un tragico impulso all'Alleanza perché rafforzi la propria capacità di rispondere alle nuove sfide nel campo della sicurezza da ovunque possano venire. Il terrorismo, la diffusione delle armi di distruzione di massa, gli stati in dissoluzione dotati di minacciose tecnologie, e l'instabilità rappresentano le principali minacce alla sicurezza. Per rispondere a queste minacce, l'Alleanza sta sviluppando un insieme adeguato di capacità. Ai vertici dei leader alleati di Praga nel 2002 e di Istanbul nel 2004, la NATO ha avviato delle nuove iniziative per rafforzare le capacità nazionali di difesa contro il terrorismo, per accrescere l'interoperabilità e per conseguire il rapido dispiegamento e la sostenibilità delle forze combattenti. La Forza di risposta della NATO (NRF), avviata a Praga, ha aperto la strada alle capacità di proiezione dell'Alleanza. Queste capacità sono sempre più necessarie per gestire l'intera gamma delle missioni, dal tradizionale scontro bellico ad alta intensità per la difesa collettiva, in base all'articolo 5, alle operazioni di aiuto umanitario in aree remote.
Le attuali operazioni della NATO in Afghanistan, la sua missione di formazione in Iraq e le recenti operazioni umanitarie condotte in Pakistan costituiscono tutte delle chiare dimostrazioni che è già avvenuto un effettivo riorientamento verso le operazioni di proiezione. La sfida e l'opportunità per l'Alleanza consiste nell'assicurarsi che si posseggano le capacità giuste per condurre queste operazioni. La nostra comunità degli armamenti lavora intensamente per sostenere le nostre truppe nelle missioni, migliorandone le capacità militari perché siano mobili, interoperabili e sostenibili.
Valutare i risultati
Presso la sede della NATO, ci occupiamo di valutare ciò che si è finora conseguito, con raccomandazioni sintetiche per ciò che resta da fare. Per preparare il terreno perché un vertice abbia successo, occorre focalizzarsi su alcune questioni concrete se si vogliono superare le nostre fondamentali carenze di capacità. Lo sviluppo della NRF, un continuo e forte impegno nelle attività di difesa contro il terrorismo, gli sforzi per migliorare il trasporto aereo strategico, e lo sviluppo della Sorveglianza al suolo dell'Alleanza saranno tra gli importanti temi del vertice. Con tanti soldati della NATO sul terreno in remote regioni del globo, il vertice deve manifestare il nostro impegno a sostenerli.La trasformazione dell'Alleanza è ora un dato di fatto, anche se non è stata completata.
Abbiamo sviluppato il concetto della NRF forte di 25.000 uomini quale forza operativa in grado di fornire il giusto insieme di capacità di proiezione della NATO. La NRF è oggi il più valido veicolo di trasformazione a disposizione dell'Alleanza. Si dimostrerà indispensabile per migliorare le capacità di proiezione della NATO in settori fondamentali, come la logistica integrata multinazionale ed i sistemi di comunicazione e di informazione (CIS) dispiegabili. Operazioni logistiche interforze, multinazionali e adattabili aumenterebbero significativamente la rapidità e l'efficienza delle operazioni e consentirebbero di risparmiare considerevoli risorse. Dei CIS dispiegabili, necessariamente leggeri, interoperabili e capaci di gestire informazioni di intelligence sensibili al fattore tempo, sono fondamentali se le nostre forze devono operare con successo lontano dal territorio nazionale. Negli ultimi anni, abbiamo anche sviluppato il concetto di Capacità in rete della NATO (NNEC). Si tratta del più ambizioso sforzo dell'Alleanza nel settore del comando, controllo e comunicazioni. Collega vari componenti del contesto operativo attraverso una struttura di informazioni in rete. Grazie alla condivisione di informazioni, migliora significativamente la conoscenza della situazione sul teatro, consentendo così, durante le missioni, di prendere delle decisioni sulla base di maggiori informazioni. A delle truppe che operano in condizioni difficili, il miglioramento delle informazioni può salvare la vita. I nostri successi nel creare altre importanti soluzioni nel settore della NNEC includono lo sviluppo di radio a software definito e l'acquisizione di un sistema di tracciamento della forza amica per le nostre forze in Afghanistan.
Il nostro programma di Difesa contro il terrorismo (DAT), avviato nel 2004, ha già dato frutti. Recentemente, le sue otto iniziative iniziali sono diventate dieci. Ciascuna di esse si occupa di un importante settore della lotta che l'Alleanza conduce contro il terrorismo, è diretta da uno stato membro, e sostenuta da altri. Questo approccio influenza le capacità dei governi nazionali, dell'industria, della scienza e della ricerca per uno sviluppo accelerato delle contromisure. Abbiamo conseguito considerevoli successi nello sviluppo di prototipi, nella valutazione dei sistemi, nella dottrina e nell'addestramento della forza, come pure in tattiche, tecniche e procedure. Per esempio, vengono compiuti grandi passi nello sviluppo di tecnologie avanzate per contrastare artigianali sistemi esplosivi, come pure di una tecnologia riguardante il lancio con paracadute di precisione per le forze delle operazioni speciali. Queste sono due capacità di cui i nostri soldati hanno oggi urgente bisogno in Afghanistan. È necessario anche un impegno specifico e un adeguato rifinanziamento per far procedere rapidamente il programma.
Abbiamo anche compiuto molta strada nello sviluppo della Sorveglianza al suolo dell'Alleanza (AGS), potenzialmente il più vasto programma della NATO mai esistito. L'AGS fornisce la persistente copertura della sorveglianza al suolo e di una vasta area, il che è di grande aiuto per i nostri soldati in missione. L'AGS è anche fondamentale per garantire il futuro sviluppo delle capacità dell'Alleanza. Dopo un lungo lavoro di preparazione, siamo in grado ora di avviare la sua fase di progettazione e sviluppo.
Il programma di Difesa attiva stratificata contro i missili balistici di teatro (ALTBMD) è stato avviato per fornire protezione ai nostri soldati sul teatro contro i missili a corto raggio. Uno studio di fattibilità è stato recentemente completato per il programma assai più vasto di Difesa missilistica continentale. Su questa base, le discussioni politico-militari possono continuare per pervenire ad una decisione in merito al problema se l'Alleanza desidera una capacità di Difesa antimissile. Se la risposta è sì, il lavoro proseguirà per determinare la migliore combinazione di sistemi e capacità previsti ed esistenti.
Un dispositivo di proiezione richiede una capacità di trasporto strategico, che è potenzialmente il tallone di Achille delle capacità dell'Alleanza. Se la NATO gode di una alquanto valida capacità marittima, è carente in modo allarmante di ciò che necessita di più, cioè del trasporto aereo strategico. All'inizio di quest'anno, quattordici stati membri hanno creato un consorzio - Soluzione provvisoria del trasporto aereo strategico (SALIS) - per ottenere un accesso garantito al trasporto aereo strategico, con l'intenzione di colmare tale carenza fino all'eventuale sviluppo, acquisizione e messa in servizio del progettato modello dell'aereo A400M. Comunque, questa soluzione provvisoria va ampliata, in quanto contrattualmente fornisce il necessario trasporto aereo solo in contesti non ostili, ed esclusivamente per scopi di assistenza umanitaria. Si sta lavorando ad un'iniziativa per creare una Capacità di trasporto aereo strategico della NATO che consiste in una flotta multinazionale di aerei per il trasporto strategico C-17, di proprietà e gestiti dai paesi membri partecipanti. Ottimisticamente, prevediamo che venga varata nel vertice di Riga.
Oltre Riga
La NATO si è impegnata sia nelle operazioni di proiezione che a livello internazionale. Non si tratta più di trasformarsi in una nuova organizzazione con nuovi scopi e mandati. Occorre piuttosto acquisire le necessarie capacità per adempiere a questi mandati. Le decisioni prese a Praga e a Istanbul hanno dato i loro frutti. La trasformazione dell'Alleanza è ora un dato di fatto, anche se non è stata completata.Le nostre proposte ai capi di stato e di governo devono rendere evidenti le numerose carenze di capacità. Mentre si evidenziano i considerevoli progressi finora compiuti, non dobbiamo omettere di segnalare che le sfide più difficili devono ancora venire: il lavoro che va fatto a tutti i livelli con sempre maggiore impegno e dedizione. Una serie di impegni per trasformare le capacità consentirà un'ulteriore trasformazione dell'Alleanza.








