Vai alla prima pagina della NATO
Vai alla prima pagina della Rivista della NATO
      Questo numero: Primavera 2004 Numeri precedenti  |  Lingua
Vai alla prima pagina della NATO
 Sommario
 Prefazione
 Sintesi
 Dibattito
 Intervista
 Recensioni
 Speciale
 Questioni militari
 Statistiche
 Hanno
 collaborato
 Bibliografia
 Collegamenti
 Prossimo
 numero
Vai alla prima pagina della Rivista della NATO Contatta la Redazione/Abbonamento Stampa una versione semplificata

Inviare questo articolo ad un amico

Questioni militari

La trasformazione delle strutture militari della NATO

Il generale James L. Jones esamina il modo in cui l'Alleanza ha trasformato le sue strutture militari dopo il vertice di Praga e lo sviluppo della Forza di risposta della NATO.


La NRF in azione: le forze della NATO devono essere
pronte a dispiegarsi e a sostenersi ovunque nel mondo
(© Shape)

La NATO è ad una svolta storica. Dopo aver ottenuto un immenso successo nell'attuare la missione per cui era stata creata, l'Alleanza si trova ora di fronte a nuove sfide e rischi in un contesto internazionale di sicurezza in evoluzione. I rischi vanno di pari passo con le opportunità e la NATO ha avviato un'ambiziosa trasformazione e un processo di rinnovamento per essere in grado di affrontare le sfide attuali e future, come aveva fatto con quelle della Guerra Fredda. Ciò include la semplificazione della Struttura di comando e la creazione di una Forza di risposta della NATO.

Il contesto internazionale di sicurezza è continuamente in evoluzione ed emergono delle nuove minacce qualitativamente e quantitativamente differenti dalle sfide convenzionali e tradizionali del XX secolo. Consapevoli delle minacce rappresentate dal fondamentalismo radicale, dal terrorismo internazionale e dalle reti criminali transnazionali, nel vertice di Praga del novembre 2002 i leader alleati hanno deciso di attuare dei cambiamenti storici e di vasta portata del modo in cui la NATO opera.

Il processo di trasformazione attivato a Praga rappresenta un nuovo orizzonte per la NATO ed un cambiamento radicale rispetto al fondamentale obiettivo originario dell'Alleanza, vale a dire la difesa dell'Europa occidentale dalla minaccia sovietica. Dato che la natura della minaccia è mutata rispetto a quella rappresentata dalle massicce forze convenzionali e nucleari dell'Unione Sovietica, è divenuto necessario ristrutturare le forze armate dell'Alleanza e prepararle alle minacce non convenzionali ed asimmetriche che gli stati membri della NATO hanno oggi di fronte. Come sintetizzato dall'ex Segretario generale della NATO, Lord Robertson: "Non si tratta del nostro solito lavoro, ma della nascita di una NATO nuova e modernizzata, idonea alle sfide del nuovo secolo".

Questa necessaria trasformazione costituisce il superamento delle differenze materiali e concettuali nel modo di fare la guerra in due differenti epoche. Durante la Guerra Fredda, l'Alleanza si concentrava su grandi concentramenti di truppe e sulla potenza di fuoco in preparazione della guerra di attrito che ci si attendeva: ogni unità o capacità messa a disposizione da uno stato membro avrebbe contribuito a dissuadere il nemico. Oggi, le forze devono essere agili, in grado di anticipare i cambiamenti e manovrabili su un campo di battaglia in cui non vi è più una chiara linea di fronte. Durante la Guerra Fredda, le forze alleate avrebbero combattuto sulla soglia di casa e fatto affidamento su una logistica nazionale situata non distante dal campo di battaglia. Oggi, le forze della NATO devono essere preparate a dispiegarsi in qualunque posto del mondo, e a sostenersi da sé.

Una nuova Struttura di comando

Una delle più importanti decisioni del vertice di Praga è stata quella di semplificare la Struttura di comando della NATO per fornire "una struttura di comando più snella, più efficiente, efficace e dispiegabile, al fine di soddisfare le esigenze operative dell'intera gamma di missioni dell'Alleanza". La NATO ha disattivato il Comando supremo alleato dell'Atlantico, con sede a Norfolk, Virginia, ed ha affidato tutte le responsabilità operative al Comando alleato per le operazioni (ACO), l'ex Comando alleato per l'Europa, con sede a Mons (Belgio). Simultaneamente è stato attivato a Norfolk, Virginia, il nuovo Comando alleato per la trasformazione (ACT), che è responsabile per la trasformazione militare dell'Alleanza. Inoltre, un terzo comando congiunto è stato creato a Lisbona (Portogallo). Questo è stato inaugurato ufficialmente nel marzo 2004 e costituirà il fondamento di una Forza multinazionale interforze con base navale. Nei prossimi anni verranno disattivati dodici quartier generali regionali subordinati.

I risultati che già emergono da questi cambiamenti sono impressionanti. Linee di comando che si sovrapponevano e che creavano confusione sono state rese chiare, dato che tutte le operazioni ora ricadono sotto ACO. Una netta divisione dei compiti è stata stabilita tra ACO e il nuovo ACT: ACO stabilisce gli standard che le unità dovranno conseguire per essere incluse in un comando della NATO ed ACT sviluppa il necessario addestramento per queste unità. Entrambi, ACO ed ACT, stabiliranno se le unità possiedono gli standard necessari. Ponendo tutte le responsabilità operative in un comando e occupandosi il secondo comando strategico delle sfide relative alla trasformazione in corso e di accrescere l'interoperabilità tra i paesi membri, la NATO ha intrapreso una via di continua trasformazione per affrontare le sfide perennemente in evoluzione dell'odierno contesto di sicurezza.

La Forza di risposta della NATO

Il secondo cambiamento innovativo scaturito dal vertice di Praga è stata la decisione di creare una Forza di risposta della NATO (NRF): una forza tecnologicamente avanzata, flessibile, dispiegabile, interoperabile e sostenibile. Questa deve comprendere componenti terrestri, navali ed aeree ed essere pronta a muoversi rapidamente ovunque necessario, in base alle decisioni del Consiglio Nord Atlantico, massimo organo decisionale della NATO. Questa chiara direttiva - cosa che ogni comandante militare desidera ricevere - ha attribuito al Quartier generale supremo delle potenze alleate in Europa (SHAPE) l'autorità di rendere la NRF una vera forza della trasformazione, forza che conferisce all'Alleanza nuove e significative capacità militari.

Una volta che la NRF sarà operativa, per la prima volta nella sua storia la NATO avrà una forza integrata permanente con componenti navali, terrestri, ed aeree e per le operazioni speciali sotto un unico comandante. Questa forza si addestrerà insieme, sarà valutata insieme e, se necessario, si dispiegherà insieme. La componente con maggiore capacità di reazione della NRF sarà in grado di iniziare lo spiegamento entro cinque giorni dall'ordine e di sostenersi fino a 30 giorni. Data la nuova mentalità globale dell'Alleanza - manifestatasi nell'assumere la responsabilità per l'operazione internazionale di mantenimento della pace in Afghanistan, la Forza internazionale di assistenza alla sicurezza - la NRF deve essere pronta a dispiegarsi e a sostenersi ovunque.

Un importante aspetto della NRF è che sarà una forza permanente. A differenza delle altre forze della NATO, create per una determinata missione quando ciò si è reso necessario e che spesso hanno richiesto la mobilitazione, la NRF sarà disponibile per essere utilizzata immediatamente in ogni missione per cui fosse ritenuta idonea dal Consiglio Nord Atlantico. Sotto questo aspetto, la NRF sarà simile alla Forza aviotrasportata di avvistamento a distanza e alle Forze navali permanenti della NATO. Ma, a differenza di queste due forze che si basano soprattutto su una sola componente (rispettivamente aerea e navale), la NRF possiederà unità e capacità di tutte le componenti, come pure sarà sin dalla sua origine una vera forza integrata, interforze, e multinazionale.

L'Alleanza ha dato il via al primo prototipo di forza a rotazione NRF, la cosiddetta "NRF 1", nel quartier generale regionale settentrionale di Brunssum (Paesi Bassi), il 15 ottobre 2003. Le prime due rotazioni della NRF, seppure operative, sono sperimentali. Sono state concepite per un piccolo e limitato campo d'azione. SHAPE, ACT e il quartier generale regionale stanno sperimentando questa forza per sviluppare le necessarie dottrine, gli standard di addestramento e di valutazione, le esigenze operative, e le esigenze relative alla rapidità per assicurare il successo della NRF quando raggiungerà la sua capacità operativa iniziale nell'ottobre 2004. Diverrà pienamente operativa nell'ottobre 2006.

Capacità di anticipare i cambiamenti

Una volta che ciò si sia verificato, l'Alleanza si troverà a possedere una nuova e importante capacità militare, la capacità cioè di agire anticipando i cambiamenti. Ciò rappresenta un significativo e storico cambiamento nella filosofia e nella cultura dell'Alleanza, dato che durante la Guerra Fredda la NATO era semplicemente reattiva. Allora l'impegno alla difesa collettiva, basato sull'articolo 5, era chiaro, i piani di difesa erano già pronti e notevoli forze permanenti erano dislocate lungo la Cortina di Ferro.
La mobilità e l'idoneità a combattere lontano da casa della NRF potrebbero contribuire a prevenire un conflitto

Comunque, essere in grado di anticipare i cambiamenti non sempre significa far ricorso rapidamente all'uso della forza. Altrettanto importante per la NRF è poter operare efficacemente al massimo grado di intensità, in quanto la sua mobilità e la sua idoneità a combattere lontano da casa potrebbero contribuire in primo luogo a prevenire un conflitto. Oltre ad essere in grado di partecipare in tempo di pace a programmi di impiego che contribuiranno a rafforzare le istituzioni nazionali, la mobilità e l'idoneità a combattere lontano da casa della NRF attribuiranno all'Alleanza la capacità militare necessaria per mettere in campo una forza ridotta durante la fase di dissuasione di una situazione che va deteriorandosi. La presenza di tale forza, durante una crisi umanitaria, per esempio, potrebbe contribuire a stabilizzare una situazione prima che questa peggiori e potrebbe anche contribuire a creare le condizioni per una possibile soluzione politica senza che si verifichi prima una significativa perdita di vite umane. In particolare, nel caso di una crisi umanitaria è meglio dispiegarsi prima che si verifichi un potenziale disastro, piuttosto che attendere che questo sia avvenuto e quindi doverne affrontare le conseguenze.

L'esperienza della NATO nella Repubblica ex jugoslava di Macedonia* tra l'agosto 2001 e il dicembre 2002 illustra il potenziale di un approccio che anticipa i cambiamenti. Nell'agosto 2001, su richiesta del governo di Skopje, la NATO dispiegò un numero relativamente ridotto di soldati con il compito di accrescere la fiducia. Questa missione, operazione Essential Harvest, ha facilitato il disarmo dei ribelli di etnia albanese dell'Esercito nazionale di liberazione e ha reso possibile un processo di ricostruzione. Una forza della NATO ancor più ridotta è rimasta poi nella Repubblica ex jugoslava di Macedonia* nell'ambito dell'operazione Amber Fox per proteggere le squadre di osservatori dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa che controllavano l'attuazione di un accordo quadro di pace. Queste azioni da parte dell'Alleanza hanno in gran parte facilitato la pacifica soluzione di questa situazione, hanno impedito l'intensificarsi della crisi, e senza dubbio hanno salvato innumerevoli vite.

La mobilità della NRF e la sua capacità a dispiegarsi rapidamente darà all'Alleanza la capacità militare istituzionalizzata per condurre in futuro operazioni analoghe. Inoltre, la NRF avrà anche la capacità di compiere altre missioni secondo quanto stabilirà il Consiglio Nord Atlantico, incluse operazioni umanitarie, operazioni di mantenimento della pace e di imposizione della pace, missioni per esercitare pressioni che includono operazioni rese necessarie, e avrà anche la capacità di compiere operazioni ad alta intensità, se necessario.

Cambia la struttura delle forze

Oltre a dotare l'Alleanza della capacità di anticipare i cambiamenti, la NRF servirà anche da veicolo per cambiare la struttura delle forze della NATO e le strutture delle forze dei singoli paesi membri. Ciò è necessario dato che l'Alleanza mantiene fin troppe strutture e capacità che risalgono alla Guerra Fredda, quando la NATO si basava su grandi concentramenti di truppe e sulla potenza di fuoco per compiere la propria missione e quindi erano essenziali grandi quantità di soldati ed enormi arsenali di equipaggiamenti. Per esempio, esistono 279 brigate nell'ambito delle strutture delle forze dei membri della NATO, di cui 169 sono state assegnate alla NATO nel 2002. Invece, l'esigenza manifestata negli Obiettivi delle forze della NATO per il 2004 è di appena 102 brigate. In altre parole, i paesi membri nel loro complesso possiedono 177 brigate in più, cioè circa 55 divisioni, che l'Alleanza non necessita. Peraltro, la maggior parte della struttura delle forze promessa all'Alleanza è poco utile per affrontare la minaccia che i paesi membri fronteggiano oggi, dato che tali unità non sono sufficientemente mobili, dispiegabili, o sostenibili.

Un buon modo per comprendere questo problema è quello di paragonare la NATO ad una impresa che è costretta a ridimensionarsi a causa dei cambiamenti nell'ambito del mercato. L'impresa ha un eccesso di capacità per ciò che era solita fare nel passato e insufficiente capacità per ciò che dovrà fare in futuro. Per riorganizzarsi efficacemente, devono essere prese delle decisioni difficili allo scopo di rendere disponibili risorse da investire in futuro.

L'Alleanza sta ora compiendo passi per ridimensionarsi e riorganizzarsi mentre si adegua a far fronte al mutato contesto di sicurezza. La NATO sta effettuando un'analisi dei compiti per le truppe - utilizzando la NRF come suo punto di partenza - che stabilirà il numero minimo di uomini e di capacità necessarie perché la NATO attui le sue missioni del XXI secolo. Completato questo elenco di esigenze, si richiederà quindi a ciascun paese membro di contribuire con qualsiasi unità o capacità che esso ritenga di essere in grado di fornire. Una volta esaudite le richieste della NATO, i paesi membri possono decidere da sé quali ulteriori forze armate desiderino possedere oltre quelle necessarie per l'Alleanza. Una volta che i paesi si saranno adeguati alle esigenze di rotazione e di continuità della NRF, questa fungerà da impulso per la trasformazione delle forze armate dei paesi membri.

Nel 1921, il teorico italiano di strategia aerea, Giulio Douhet, affermava che: "la vittoria sorride a coloro che anticipano i cambiamenti sul modo di fare la guerra, non a coloro che attendono di adattarsi a cambiamenti avvenuti". A più di 80 anni, le sue parole rimangono altrettanto valide come quando furono scritte ed illustrano l'importanza del programma di trasformazione della NATO stabilito a Praga. Comunque, la trasformazione non si verifica per magia e richiede ancora molto duro lavoro.

Malgrado le numerose sfide da superare prima di mettere in campo una NRF pienamente operativa, i progressi compiuti dopo Praga fanno propendere per l'ottimismo. L'Alleanza ha con pieno successo adottato cambiamenti significativi nella sua struttura di comando e ha portato la NRF da semplice concetto a realtà in meno di un anno: risultati straordinari se si considerano le sfide incontrate nel cambiare una organizzazione e una cultura militari. L'Alleanza ha una storia gloriosa e ha fatto un lavoro magnifico durante la Guerra Fredda. Oggi compie un lavoro altrettanto notevole allorché simultaneamente effettua operazioni in Afghanistan, nei Balcani, e nel Mediterraneo. Riguardo alla realizzazione del progetto dell'Alleanza stabilito a Praga, sono sicuro che i giorni migliori della NATO debbano ancora venire.

Il generale James L. Jones è il Comandante supremo alleato in Europa della NATO ed il Comandante del Comando europeo delle forze USA.

...inizio...

* La Turchia riconosce la Repubblica di Macedonia con il suo nome costituzionale.